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Doppia sciabolata artica! Pasqua è a rischio maltempo

Antonio Romano di Antonio Romano
26 Mar 2026 - 10:30
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News
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(TEMPOITALIA.IT) La primavera? Per ora è solo un miraggio. Certo, negli ultimi giorni le temperature avevano fatto un balzo deciso verso l’alto, con massime che in molte città da nord a sud hanno sfiorato o superato i 20°C, quasi un assaggio di stagione che verrà. Ma si è trattato dell’ennesimo fuoco di paglia. Nei prossimi dieci giorni l’inverno tornerà a farsi sentire con una certa prepotenza, non una ma due volte.

 

Il final warming e la primavera che fatica a decollare

Per capire quel che sta succedendo bisogna guardare in alto, molto in alto. Già all’inizio di Marzo si era manifestato un precoce final warming in stratosfera: in sostanza, il riscaldamento finale che segna la fine dell’inverno agli alti piani dell’atmosfera era arrivato con settimane di anticipo rispetto alla media degli anni precedenti, quando di solito si verificava tra la fine di Marzo e la metà di Aprile. Come spiega bene Tempo Italia nel suo approfondimento sul Vortice Polare, questo anticipo non è una buona notizia per chi sperava in una transizione stagionale morbida.

Quando il final warming brucia i tempi, il Vortice Polare perde coesione prima del solito. Anziché restare ben compatto attorno al Polo e cedere gradualmente il passo alla stagione mite, comincia a frammentarsi già a inizio Marzo, trasformandosi in una specie di serbatoio rotto che disperde masse d’aria gelida in tutte le direzioni. Europa e Mediterraneo si ritrovano quindi esposti a irruzioni fredde ripetute, spesso imprevedibili nel dettaglio ma prevedibili nella tendenza generale. Solitamente trascorrono due o tre settimane prima che gli effetti del final warming si avvertano nei bassi strati della troposfera, e puntualmente ci siamo.

Il risultato, insomma, è una fase meteorologica estremamente caotica, con sbalzi termici continui e freddo che torna a più riprese ben oltre i limiti stagionali. Non è un fenomeno eccezionale in senso assoluto, però: negli anni caratterizzati da final warming precoci si sono già verificati episodi di gelo tardivo anche ad Aprile, con neve a quote insolitamente basse. Una sorta di coda lunga dell’inverno che si rifiuta di congedarsi in modo ordinato.

 

Prima ondata artica: da oggi temporali, neve e vento

La prima delle due ondate fredde è già in corso. Una frustata di aria artica sta sbattendo contro le Alpi, generando una depressione orografica sottovento sulla Val Padana: il ciclone che ne deriva si sviluppa in modo esplosivo, con un crollo rapido della pressione che darà vita a raffiche di vento molto forti tra giovedì 26 e venerdì 27 Marzo, investendo nord, centro e sud Italia in successione. Come sottolineato anche da Tempo Italia nell’analisi del colpo di coda invernale, è proprio quota a fare la differenza: con temperature attorno ai -30°C a 5.000 metri di altitudine, siamo di fronte a valori tipici delle ondate pienamente invernali.

Le temperature scenderanno in picchiata. L’aria gelida in quota scorrerà su un suolo già relativamente tiepido, creando un forte gradiente termico verticale che alimenterà celle temporalesche particolarmente attive. Ed è proprio questo il meccanismo più insidioso: all’interno dei temporali si sviluppano correnti discendenti capaci di trascinare rapidamente verso il basso l’aria frigida presente in quota, provocando crolli termici anche di diversi gradi nell’arco di pochi minuti. La neve può così comparire a quote insolitamente basse, a volte persino in pianura, anche se per periodi brevissimi.

Metnre il Nord Est e il medio-alto versante Adriatico faranno i conti già da oggi con nevicate fino a bassa quota e temporali con grandine o gragnola, Venerdì 27 Marzo sarà la giornata più critica per il centro e il sud: clima pienamente invernale, temporali e acquazzoni frequenti, grandinate diffuse anche sui litorali e in pianura. La neve raggiungerà quote intorno ai 500-600 metri tra Abruzzo, Molise, Puglia settentrionale e Basilicata, con locali episodi a quote ancora inferiori nei momenti più intensi dei rovesci temporaleschi sull’Appennino centrale.

 

Domenica delle Palme: breve pausa prima del secondo colpo

Tra sabato 28 Marzo e la Domenica delle Palme ci sarà una finestra di relativa tregua. Un po’ di sole, qualche ora di respiro e temperature un filo più accettabili. Come anticipato da Tempo Italia, però, anche lunedì il freddo non sarà del tutto assente in alcune regioni. E soprattutto non bisogna farsi trarre in inganno: la pausa sarà breve.

 

Seconda ondata fredda: la Settimana Santa comincia malissimo

Tra martedì 31 Marzo e mercoledì 1 Aprile una nuova irruzione artica è già stata inquadrata dai principali centri di calcolo meteorologici. Questa volta il puntamento sarà più diretto verso il centro e il sud Italia e verso il medio e basso Adriatico. Le temperature crolleranno nuovamente su valori da pieno inverno, i venti di tramontana acuiranno la sensazione di freddo intenso e torneranno acquazzoni, temporali, grandinate. L’Appennino centro-meridionale si imbiancherà di nuovo, stavolta con neve che potrà scendere fin sotto i 900 metri. Su coste e pianure, gragnolate e grandinate saranno tutt’altro che rare. Un’atmosfera che di primaverile avrà davvero poco, come peraltro documentato da casi analoghi già vissuti negli anni scorsi.

 

E Pasqua? Incognita pesante

La tendenza per Pasqua e Pasquetta è francamente incerta. Nascondersi dietro la vaghezza dei modelli sarebbe comodo, ma onestamente al momento sembra difficile che possa consolidarsi un campo di alta pressione stabile e duraturo su tutta Italia. Potrebbe arrivare qualche giornata di pausa dal maltempo, e su quello bisognerà puntare. Ma le conferme, o le smentite, arriveranno con gli aggiornamenti dei prossimi giorni, quando i modelli avranno una visione più nitida sulla seconda parte della Settimana Santa.

 

Credit

ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts

NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration

GFS – Global Forecast System, NCEP/NOAA

DWD – Deutscher Wetterdienst

  (TEMPOITALIA.IT)

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Tags: final warmingfreddo articoneve aprileondata freddosettimana santa meteotemporali marzovortice polare
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Antonio Romano

Antonio Romano

Fisico dell’atmosfera e dei sistemi climatici. Laurea in Fisica (Università di Bologna, 1993); PhD in Physics (Imperial College London, Space & Atmospheric Physics Group, 1995–1998, borsa NERC). Dal 1999 lavoro su meteorologia e climatologia applicata, con esperienza in: Assimilazione dati e verifica d’ensemble Analisi di serie storiche e downscaling Previsioni meteo a supporto della ricerca e dei servizi al territorio Nel 2005 ho co-firmato uno studio sui cambiamenti climatici presentato alla European Geosciences Union (EGU) e pubblicato negli atti della conferenza. Oggi sono Research Scientist alla Rutgers University – Institute of Earth, Ocean, and Atmospheric Sciences (EOAS), dove mi occupo di previsioni e analisi del clima per progetti scientifici e applicazioni operative.

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