
(TEMPOITALIA.IT) Nei prossimi giorni il Sud tornerà a scaldarsi in modo deciso. Le colonnine di mercurio inizieranno a salire già nel corso del weekend del 9-10 Maggio, con punte di 28°C nelle aree interne della Sicilia e valori tra 26 e 27°C su Calabria, Basilicata e Puglia. L’apice è atteso intorno al 12 Maggio: in alcune zone dell’entroterra siciliano la temperatura potrebbe toccare i 32°C, un valore più da mese di Luglio, non di Maggio. Cieli non tersi, però: il pulviscolo sahariano darà all’atmosfera quell’aspetto lattiginoso e opaco che ormai conosciamo bene, con qualche avvisaglia di afa in zone dove il mare, sebbene sia ancora relativamente fresco, non riuscirà ad attenuare il disagio nelle ore serali.
Al Nord il quadro resterà opposto. Piogge e temporali continueranno a bersagliare un po’ tutto il nostro Settentrione, con il corridoio instabile atlantico che non accenna a spostarsi.
Maggio rimane variabile: il caldo al Sud non è ancora l’estate
Dobbiamo però chiarire che il caldo che arriverà al Sud in questi giorni è intenso ma temporaneo. Si tratta del richiamo pre-frontale di un vortice depressionario sulla Penisola Iberica, non dell’installazione di un blocco anticiclonico stabile. Il flusso atlantico mantiene ancora il controllo della circolazione europea, e nella seconda parte della settimana il gradiente termico accumulato tra l’aria africana al Sud e quella fresca in discesa da nord potrebbe innescare fenomeni violenti anche sulle regioni centrali, con temporali, grandinate e nubifragi.
Maggio è un mese primaverile, non estivo, e questa sua tendenza a cambiare umore rapidamente è del tutto fisiologica. Lo split del Vortice Polare particolarmente tardivo di quest’anno e gli strascichi della fase La Niña appena conclusa stanno ancora influenzando la circolazione. Un mese di Maggio variabile, con fiammate africane alternate a nuove irruzioni atlantiche, rientra perfettamente nella variabilità stagionale. Negli anni recenti abbiamo avuto Maggio estivi anticipati, ma anche Maggio molto freschi e instabili come quello del 2019. Il copione non è mai scritto in anticipo.
L’istinto a chiedersi “ma quando arriva l’estate?” è comprensibile, visto il sole di Aprile che ci aveva abituati male. In realtà l’estate arriverà, e le proiezioni stagionali non lasciano molto spazio al dubbio su come potrebbe presentarsi.
L’estate 2026: un trimestre da rosso scuro
Il Centro Europeo ha elaborato le proiezioni per il trimestre Giugno-Luglio-Agosto 2026 e il quadro che emerge è piuttosto chiaro. L’Italia appare pienamente immersa nel rosso scuro, il colore che nelle mappe di ECMWF indica una probabilità tra il 70 e il 100% di anomalia più calda rispetto alla media. Tradotto in gradi, significa un’anomalia positiva complessiva attorno ai 2°C per l’intera stagione. Una stima media sull’intero trimestre: ci saranno fasi più nella norma, qualcuna persino fresca, ma per brevissima durata. Il quadro pluviometrico associato vede il Nord Italia con piogge sotto la media, mentre sul resto del Paese le stime si attestano nella norma, con qualche area del Sud che potrebbe persino registrare un leggero surplus legato ai temporali convettivi.
Nel mezzo di questo quadro si inserisce anche El Niño, in crescita. Le proiezioni ENSO indicano lo sviluppo di un episodio di livello 2 su scala 4 entro Agosto 2026. Le conseguenze più dirette di El Niño si sentono sull’area asiatica e sull’America Latina, ma la tendenza a una stagione più calda per l’Europa e il Mediterraneo è da mettere nel conto, visto che tende a spingere verso nord il fronte anticiclonico subtropicale.
Il mese più critico sarà luglio
Tra i tre mesi estivi, Luglio è quello che preoccupa di più. L’Anticiclone Africano potrebbe rafforzarsi al punto da coprire non solo il Mediterraneo ma gran parte dell’Europa centrale, con anomalie che potrebbero superare i 3°C rispetto alla norma su diverse aree del continente e temperature frequentemente oltre i 35°C nelle zone interne del Sud Italia. Le proiezioni stagionali restano tali, non sono previsioni puntuali, e l’atmosfera ha già dimostrato in passato di saper sorprendere. Ma la coerenza dei segnali che arrivano da più modelli è abbastanza robusta da non poterli ignorare. Questo Maggio variabile e instabile, con le sue fiammate africane al Sud e le piogge abbondanti al Nord, è probabilmente la migliore anticamera possibile prima di quello che l’estate potrebbe riservare. Dal 2003 le stagioni estive sono cambiate ed è inutile girarci intorno: le estati relativamente fresche e piacevoli tipiche degli anni ’70 e ’80 del ‘900 sono ormai un ricordo sbiadito e già il fatto che la stagione calda inizi in Giugno e non in Maggio è un traguardo da apprezzare.









