
Caldo ormai stabilizzato: la Cella di Hadley è sulle nostre teste
Prosegue sull’Italia la situazione meteo di forte ondata di calore, una condizione che ormai sembra essersi addirittura stabilizzata. Sostanzialmente ci siamo anche abituati a questo caldo che ci attanaglia da quasi un mese, un caldo anomalo con cui stiamo raggiungendo i picchi di calura del 2003.
La causa di questo gran caldo è da attribuire in parte alla cella di Hadley, che travasa masse d’aria calda non solo dall’Africa, ma addirittura dalle alte quote verso il suolo, generando uno schiacciamento dell’aria nei bassi strati e surriscaldandola. Si tratta sostanzialmente di un vento discendente che scende dal cielo, per essere molto diretti, e questo discendere di vento genera un aumento della temperatura, come poi leggerete nei bollettini. L’instabilità atmosferica, però, causata anche da minime infiltrazioni di aria umida che si insinuano in quota, arriva a generare dei temporali pomeridiani generalmente sui monti, mentre altrove le condizioni rimangono soleggiate e di bel tempo.
Instabilità in aumento tra domenica e lunedì
Un maggior cambiamento del tempo si avrà domani, domenica 16, con qualche temporale sporadico forse anche in Pianura Padana e sempre qualche rovescio nelle zone interne, sui rilievi; questi fenomeni localmente danno luogo anche a nubifragi. Tra domenica e lunedì è probabile che si formi un’area di instabilità anche sul mare, esattamente sul Mar Ligure, per ragioni orografiche, formando una massa temporalesca che potrebbe interessare il versante orientale della Liguria e la Toscana nord-occidentale. Qualche temporale poi andrà a spostarsi verso la Corsica e qualche pioggerella verso la Sardegna settentrionale.
Una situazione atmosferica che vede l’instabilità in crescita nella giornata di lunedì 17 sull’Italia centrale, con qualche rovescio, mentre un’acuta fase di instabilità atmosferica potrebbe interessare – sempre in giornata – le regioni di Nord-Est, con delle fasce temporalesche di forte intensità e rischio di grandinate.
Grandine e tempeste elettriche tra lunedì e martedì
Le grandinate saranno possibili su Friuli Venezia Giulia, Veneto ed Emilia-Romagna: c’è il rischio di avere grandine di grosse dimensioni nella nottata tra lunedì e martedì. La fascia temporalesca si sposterà verso le regioni adriatiche e anche qui si potrebbero verificare fenomeni intensi e grandinate, oltre che tempeste elettriche, quindi in piena notte il cielo illuminato a giorno dai fulmini.
Anche sul versante tirrenico nubi in aumento, esattamente a ridosso del Lazio meridionale e della Campania, con possibilità di temporali e, anche in questo caso, tempeste elettriche, possibilità di precipitazioni violente, soprattutto sulle isole qualche grandinata. Temporali in direzione poi, nel corso del pomeriggio di martedì 18, verso le Isole Eolie, per poi dirigersi verso la Sicilia nord-orientale e la Calabria: qui in Calabria i fenomeni di martedì 18 saranno generalmente pomeridiani. Mercoledì 19, invece, la situazione sembra essere stazionaria.
Temperature, inversioni notturne e notti tropicali
Brevissimo cenno per quanto riguarda le temperature. Oggi, giorno di Ferragosto, valori diffusamente superiori alla media; domenica 16 idem, temperature superiori alla media. Moltissime località continuano a mantenere temperature minime addirittura superiori ai 25°C, ben superiori a quelle che vengono definite notti tropicali.
Lunedì la situazione sostanzialmente vedrà una diminuzione delle temperature a causa dei temporali sull’estremo Nord-Est italiano, sulla Toscana e sulle zone interne della Sardegna: il calo avverrà essenzialmente laddove ci saranno i rovesci, sono fenomeni a carattere locale. Martedì 18 c’è da dire che ci potrebbe essere un rallentamento della fase di calura, soprattutto sulle regioni orientali, anche perché sui Balcani sta transitando una massa d’aria più fresca, decisamente più fresca. Un abbassamento della temperatura più marcato si dovrebbe verificare martedì 18 sul settore adriatico e al sud.
Mercoledì 19, un sensibile aumento della temperatura su quasi tutta l’Italia, con ondata di calore forte al nord, in Sardegna, sull’Italia centrale e in Campania. I picchi massimi si avranno sulle pianure della Calabria e in alcune aree della Sicilia; il sud Italia, l’estremo sud, la Puglia sembra essere graziata dai valori estremi, così sembrerebbe dalle proiezioni dei modelli matematici, in linea con quanto già osservato durante i temporali a macchia di leopardo delle scorse settimane. Adesso vediamo il tempo previsto, però, nel dettaglio.
Sabato 15 agosto 2026
Nord: cielo inizialmente sereno o poco nuvoloso; durante le ore più calde della giornata nubi più compatte saranno responsabili di rovesci ed isolati temporali lungo i rilievi dell’Arco Alpino e prealpino, localmente più diffusi su Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia e Trentino-Alto Adige, fenomeni lievi ed isolati anche su Appennino ed entroterra ligure. Le precipitazioni andranno ad esaurirsi in serata.
Centro e Sardegna: cielo generalmente sereno e sgombro da nubi, con aumento della nuvolosità nelle ore centrali della giornata lungo la dorsale appenninica della Toscana e nelle aree interne di Sardegna, Lazio e Abruzzo, che potrà dare origine a precipitazioni a carattere di rovescio e isolato temporale; cessazione dei fenomeni dal tardo pomeriggio.
Sud: iniziali condizioni di cielo sereno o poco nuvoloso; annuvolamenti più consistenti dal primo pomeriggio con associati rovesci ed isolati temporali sulle zone interne della Calabria, della Basilicata, della Sicilia orientale e sulla Puglia salentina; assorbimento dei fenomeni precipitativi dalla tarda sera.
Domenica 16 agosto 2026
Nord: cielo irregolarmente nuvoloso con nubi medio-alte, più compatte nelle ore pomeridiane sui rilievi montuosi, specie quelli centro-orientali, con associati rovesci e locali temporali; possibili sconfinamenti sulle aree pianeggianti di Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Liguria in serata. In nottata permane la nuvolosità su gran parte del settore, mentre i fenomeni andranno ad attenuarsi, tranne locali persistenze sui rilievi tra Lombardia meridionale e Appennino emiliano.
Centro e Sardegna: una iniziale condizione di cielo sereno ovunque, seguita da un graduale ma temporaneo aumento della nuvolosità pomeridiana, con rovesci e isolati temporali a ridosso della dorsale appenninica, più frequenti tra Abruzzo e basso Lazio; a partire dalle ore serali, nuvolosità e fenomeni si attenueranno gradualmente. Sulla Sardegna addensamenti pomeridiani più compatti saranno accompagnati da precipitazioni sui settori orientali dell’isola.
Sud e Sicilia: una nuvolosità più consistente, accompagnata da rovesci e isolati temporali, interesserà l’intero Appennino meridionale e le aree interne di Campania, Calabria, Sicilia orientale e Puglia ionica durante le ore centrali della giornata, per poi, dalle ore serali, esaurirsi completamente lasciando spazio ad ampie schiarite.
Lunedì 17 agosto 2026
Permane una instabilità al nord sui settori orientali, che nelle ore centrali del giorno andrà ad estendersi su gran parte del Paese, con rovesci e temporali diffusi, specie su Marche e Appennino lucano. In serata la situazione andrà a migliorare sulle regioni settentrionali, sulle regioni tirreniche e sulle isole maggiori, mentre i fenomeni permangono su Marche meridionali, Abruzzo e Campania. Restano le aree più esposte alla grandine da tenere d’occhio.
Martedì 18 agosto 2026
Nuvolosità irregolare sulle regioni centro-meridionali del versante tirrenico, con rovesci e isolati temporali, più intensi su Calabria, basso Lazio, Campania e Sicilia orientale, fenomeni che andranno ad assorbirsi nella tarda serata.
Mercoledì 19 e giovedì 20 agosto 2026
Mercoledì il tempo resterà instabile su Sardegna, Sicilia e lungo le regioni del medio e basso Tirreno. Giovedì i fenomeni continueranno a coinvolgere le isole maggiori e le zone interne tra il basso Lazio e la Campania; l’instabilità si estenderà inoltre a tutto il settore occidentale del nord, con rovesci e temporali localmente intensi tra Piemonte, Liguria di ponente e Lombardia, sia sui rilievi che in pianura. Un quadro che conferma quanto l’anticiclone africano abbia cambiato le estati italiane.
