Aria atlantica e instabilità in aumento

Durante il periodo di previsione è atteso un incremento della nuvolosità derivante dall’infiltrazione di aria meno calda proveniente dall’Oceano Atlantico. Tra le altre cose, questa innescherà situazioni favorevoli all’instabilità atmosferica che potranno determinare fenomeni temporaleschi: come poi descritto nei bollettini puntuali, giorno per giorno avrete la costante possibilità di temporali su molte regioni, con un quadro che tenderà successivamente a vedere probabilmente una fase temporalesca più acuta, tuttavia da confermare, nella seconda parte della settimana. Di conseguenza questa situazione atmosferica potrebbe anche favorire un abbassamento della temperatura soprattutto sulle regioni settentrionali, mentre altrove il calo sembra essere effimero, come già anticipato nell’analisi sulla presunta rottura dell’Estate.

Tra le altre cose c’è la possibilità che proprio l’arrivo di masse d’aria più instabili sulle regioni settentrionali faccia da innesco a un richiamo di aria calda proveniente dall’Africa in direzione di Sardegna, Sicilia e parte del Sud Italia, quindi con un ulteriore aumento della temperatura nella seconda parte della settimana, con un piccolo supplemento di calore. Comunque sia, nel periodo di previsione le temperature dovrebbero mantenersi probabilmente superiori alla media. Forse sul Nord, laddove ci saranno fenomeni atmosferici più frequenti, si potrebbero registrare valori attorno alle medie stagionali, ma questa tendenza sarà da confermare e soprattutto riscontrabile nelle aree dove si concentreranno i maggiori fenomeni, un aspetto già emerso nel confronto sulle piogge attese nelle prossime due settimane.

 

Grandine e nubifragi, il rischio più concreto

Tra le altre cose, soprattutto sulle aree del fiume Po sono previste precipitazioni anche abbondanti. E occhio alle grandinate: il rischio è molto consistente, soprattutto in virtù del fatto che ci saranno scontri di masse d’aria differenti e quindi nubi a fortissimo sviluppo verticale, ideali per la genesi di questi fenomeni meteorologici estremi che purtroppo procurano parecchi danni, come ricordato parlando di temporali tropicali e grandinate devastanti. I temporali, a quanto sembra, potrebbero estendersi anche in alcune località costiere e non solo nelle zone interne e sulla Pianura Padana, oltre che sulle aree alpine, prealpine e appenniniche, uno scenario già delineato nell’approfondimento sulla crepa che si apre dopo Ferragosto.

 

Oggi, domenica 16 agosto 2026

Nord: al mattino il cielo si presenta prevalentemente sereno, ma già dalla tarda mattinata la nuvolosità andrà a intensificarsi su gran parte del settore, con temporali sparsi che dall’Appennino emiliano interesseranno progressivamente la Liguria e le aree alpine di Piemonte, Valle d’Aosta e Lombardia, dove i fenomeni si intensificheranno, con rischio di grandinate e di occasionali nubifragi; in serata si estenderanno poi al Triveneto e alle relative aree pianeggianti, mentre nella tarda serata è atteso un graduale miglioramento.

Centro e Sardegna: un’evoluzione diurna della nuvolosità interesserà, nelle ore più calde del giorno, gran parte delle aree interne e appenniniche, con associati temporali sparsi, più consistenti sui rilievi tra Abruzzo e Lazio e tra Umbria e Toscana, dove non si escludono grandinate e occasionali nubifragi; fenomeni che andranno a esaurirsi nel corso della serata. Sulla Sardegna stessa condizione, con associati temporali pomeridiani sulle coste sud occidentali, localmente accompagnati da grandine.

Sud e Sicilia: un’iniziale condizione di cielo sereno sarà seguita da un temporaneo peggioramento, con cielo nuvoloso e temporali sparsi che dai settori ionici di Puglia e Calabria si estenderanno a Sicilia, Campania e Basilicata, con possibili grandinate e locali nubifragi; i fenomeni andranno completamente a riassorbirsi nella serata.

 

Lunedì 17 agosto 2026

Nord: cielo irregolarmente nuvoloso che, nelle ore più calde, darà origine a temporali sparsi sulle Alpi centro-occidentali, in Piemonte e in Trentino Alto Adige, con rischio di grandinate e di occasionali nubifragi; fenomeni meno intensi e isolati interesseranno la Liguria e l’Appennino emiliano, mentre il tempo resterà stabile e soleggiato sulle restanti regioni. Dalle ore serali un generale miglioramento delle condizioni.

Centro e Sardegna: un’evoluzione diurna della nuvolosità interesserà gran parte delle regioni, con associati temporali sparsi sui rilievi di Toscana, Umbria, Abruzzo e Marche, dove si spingeranno fino alle coste e potranno accompagnarsi a grandinate e occasionali nubifragi; fenomeni che andranno a esaurirsi nella serata, salvo residui sulle coste marchigiane.

Sud e Sicilia: iniziali schiarite, seguite da una temporanea intensificazione della nuvolosità, con associati temporali sparsi su Calabria, Basilicata, Sicilia orientale e settori meridionali di Campania e Puglia, localmente con grandinate e brevi nubifragi; sereno e soleggiato altrove. Nella serata un generale miglioramento, con ampi spazi di cielo sereno.

 

Martedì 18 agosto 2026

Tempo instabile con cielo nuvoloso su gran parte del Paese, in particolare sui settori centro-meridionali. Temporali sparsi nelle ore centrali della giornata sulla Puglia salentina, che nel tardo pomeriggio andranno a estendersi su Basilicata e Campania, dove sono possibili grandinate e occasionali nubifragi; fenomeni meno intensi sulla Calabria e sulla Sicilia. Un temporaneo miglioramento nella notte.

 

Mercoledì 19 agosto 2026

Ancora instabilità, con temporali sparsi al Nord e sulle regioni centrali, accompagnati dal rischio di grandinate e di occasionali nubifragi; piogge anche sulle due Isole Maggiori e sui versanti tirrenici di Calabria e Campania, in un contesto che ricalca quello descritto analizzando le zone più esposte tra caldo estremo e temporali.

 

Giovedì 20 e venerdì 21 agosto 2026

Temporali sparsi su gran parte del Paese, con fenomeni anche intensi sui rilievi e sulle aree pianeggianti di gran parte delle regioni centro-settentrionali e sulla Sardegna, dove il rischio di grandine e di nubifragi si farà più concreto; più intensi e frequenti su Lombardia, Toscana e Liguria. Al Sud una maggiore stabilità, con fenomeni più isolati, in linea con quanto osservato sul rafforzamento dell’anticiclone prima dello stop.

 

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