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Siamo sicuri che molti di voi ci chiederanno perché continuiamo a parlare di precipitazioni. La risposta è semplice: perché ne abbiamo davvero bisogno. Avere un pattern meteo di questo tipo in pieno autunno, e nella fattispecie a ottobre, è fortemente anomalo. Da un lato siamo contenti perché si risparmia nettamente sui riscaldamenti (ovviamente nelle prossime settimane), si approfitta per stare all’aria aperta e si può ancora prendere un po’ di sole. Tutte cose verissime, per carità, ma non dobbiamo dimenticarci che una configurazione di questo tipo ha conseguenze molto serie.

Due giorni di precipitazioni

Se da un lato avremo quasi sicuramente l’arrivo di qualche pioggia, dall’altro il problema non si risolverà così. L’anticiclone, per un paio di giorni, potrebbe spostare il proprio baricentro verso l’Atlantico, lasciando maggiormente esposta l’Europa centro-occidentale all’arrivo di una saccatura di origine nord-atlantica. Secondo la media degli scenari del modello ECMWF, avremo un rapido affondo nella notte tra mercoledì 7 e giovedì 8 ottobre.

Particolarmente interessante sarà la posizione assunta dall’alta pressione: anziché estendersi verso il Mediterraneo, paradossalmente potrebbe puntare verso nord, in direzione delle Isole Britanniche e della Scandinavia. Una simile configurazione avrebbe importanti conseguenze sul quadro barico mediterraneo, con un calo della pressione e l’arrivo di correnti più umide. Ma il problema è un altro: l’ingombrante presenza dell’alta pressione delle Azzorre.

Qualche pioggia (modesta) tra il 7 e l’8 ottobre. Certo, meglio di niente, ma serve davvero a poco avere fronti così blandi

Periodo dinamico?

La risposta è: non proprio. Se da un lato lo scenario meteo appena descritto potrebbe, sulla carta, aprire la strada a una fase più dinamica e perturbata, dall’altro l’ingerenza dell’anticiclone oceanico potrebbe rovinare tutto. Se è stato latitante per tanti mesi in estate, adesso che siamo nel cuore dell’autunno sembra proprio che voglia recuperare il tempo perso. Ma questo è un grosso problema, perché siamo nel periodo in cui dovrebbe piovere con maggiore frequenza su tutte le nostre regioni. E invece non solo non piove, ma veniamo da mesi bollenti e continua a fare caldo per il periodo.

Servirebbe davvero che i fronti riuscissero ad abbassarsi decisamente di latitudine, ma purtroppo gli scenari meteo di entrambi i modelli che trattiamo sempre, ECMWF e GFS, non sono confortanti, nel senso che la traiettoria delle perturbazioni dovrebbe essere prettamente parallela all’equatore (e non favorire gli scambi meridiani), pertanto mancherebbero gli affondi veramente perturbati sul Mediterraneo e quindi le piogge diffuse. Sì, è vero, potrebbero tornare alcune precipitazioni locali o sparse, ma non risolutive per la siccità in atto e comunque si tratterebbe di condizioni meteo più da inizio autunno che da piena stagione autunnale. Dei veri e propri periodi largamente piovosi, ahinoi, non si vede traccia.

Linea dei fronti ancora piuttosto alta: ciò no nva bene, in quanto mancano i veri affondi perturbati, capaci di portare piogge diffuse e persistenti
Le tendenze del modello ECMWF per la prima metà di ottobre sono chiare: Alta Pressione troppo ingombrane e piogge che si originano solo da modesti cali di pressione in quota

Credit

L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE

 

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