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Il cambiamento climatico e la sua influenza sulla distribuzione della popolazione mondiale

Antonio Lombardi di Antonio Lombardi
15 Dic 2023 - 08:27
in Magazine
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Il cambiamento climatico è una delle sfide più grandi che l’umanità sta affrontando nel XXI secolo. La sua influenza sulla distribuzione della popolazione mondiale è un argomento di grande interesse per gli scienziati, che cercano di comprendere come le variazioni climatiche possano impattare sulla vita delle persone. In questo articolo, analizzeremo come il cambiamento climatico influenzi la distribuzione della popolazione mondiale e quali sono le proiezioni future in base a diversi scenari.

 

Proiezione della nicchia climatica

Esposizione al caldo

La percentuale di persone esposte a temperature medie annuali (MAT) superiori a 29°C viene calcolata confrontando direttamente la distribuzione della MAT e quella della popolazione, senza alcuna mediazione. Questa soglia è stata scelta perché solo lo 0,3% della popolazione nel 1980 (12 milioni di persone) ha sperimentato tali condizioni nel clima del periodo 1960-1990.

Effetti del cambiamento climatico e demografico

Per separare gli effetti del cambiamento climatico e demografico sullo spostamento geografico della nicchia climatica, consideriamo la distribuzione geografica della nicchia di riferimento, la proiezione della funzione di nicchia di riferimento alla distribuzione geografica del clima attuale/futuro e la distribuzione geografica “presunta” della popolazione attuale/futura rispetto alle condizioni climatiche attuali/future.

 

Collegamento tra temperatura media e altri indicatori termici

Correlazioni tra MAT e altri indicatori

Abbiamo valutato le relazioni tra la MAT e altri indicatori termici proposti per catturare meglio la tolleranza termica degli esseri umani, concentrandoci sull’intervallo recente 2000-2020. Le correlazioni tra MAT e la temperatura media annuale massima (MMT) o la temperatura media annuale del bulbo umido (WBT) sono state valutate utilizzando la regressione lineare con il metodo dei minimi quadrati ordinari.

Calcolo degli estremi di calore

Per valutare le relazioni tra MAT e gli estremi di calore, abbiamo considerato il numero di giorni con temperatura massima superiore a 40°C o con WBT superiore a 28°C. Abbiamo utilizzato i dati orari ERA5 per calcolare per ogni punto della griglia il numero medio di giorni in un anno (tra il 2000 e il 2020) con temperatura massima del bulbo secco superiore a 40°C.

 

Cambiamenti fino al presente

Calcolo dei cambiamenti

Per calcolare i cambiamenti fino al (quasi) presente, abbiamo costruito una media dell’insieme del clima 2000-2020 e l’incertezza associata (percentili 5°/95°) da cinque fonti. Ogni set di dati climatici è aggregato per calcolare la MAT e le precipitazioni. Il clima 2000-2020 rappresenta un riscaldamento globale di 1,0°C rispetto al livello preindustriale.

 

Proiezioni future

Scenari futuri

Abbiamo utilizzato proiezioni climatiche e distribuzioni della popolazione previste sotto quattro diversi Percorsi di Sviluppo Socioeconomico (SSP), che combinano diverse proiezioni demografiche ed emissioni sotto scenari coerenti. Ci siamo concentrati su stati climatici medi di 20 anni per i periodi 2020-2040, 2040-2060, 2060-2080 e 2080-2100, e sui dati di distribuzione della popolazione previsti per il 2030, 2050, 2070 e 2090, per rappresentare le condizioni demografiche medie dei periodi corrispondenti.

Controllo della demografia

Per controllare la demografia e quindi isolare gli effetti della politica climatica e del cambiamento climatico associato sull’esposizione, consideriamo tre diverse popolazioni fisse e le loro distribuzioni spaziali: 6,9 miliardi come nel 2010; 9,5 miliardi seguendo l’SSP2 nel 2070; e 11,1 miliardi seguendo l’SSP3 nel 2070. Questi sono combinati con il riscaldamento globale osservato (2000-2020) di 1,0°C e con diversi livelli futuri di riscaldamento globale.

 

Credit www.nature.com

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Antonio Lombardi

Antonio Lombardi

Dopo aver conseguito la laurea in Geologia presso l’Università degli Studi di Milano nel 2000, ha proseguito il suo percorso accademico con una seconda laurea in Astronomia presso l’Università "La Sapienza" di Roma, ottenuta nel 2006. L'interesse per l'astronomia lo ha portato successivamente a intraprendere un Master di specializzazione in Astronomia presso l’University of Arizona (Tucson, USA), uno dei principali centri internazionali per la ricerca astrofisica. In ambito professionale, si occupa anche di insegnamento, sia in contesti scolastici che in corsi e laboratori rivolti al pubblico generale, con un forte focus sull’approccio interdisciplinare tra geologia, astronomia e scienze ambientali.

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