(TEMPOITALIA.IT) Masse d’aria più calde e ricche di vapore, spinte da venti che cambiano direzione e intensità con la quota, stanno creando un terreno ideale perché i temporali a supercella si formino con maggiore facilità e persistenza in Europa centrale e lungo l’arco delle Alpi. Il recente studio pubblicato su Science Advances mostra che, con un riscaldamento globale di 3 °C sopra i livelli pre-industriali, sul fianco settentrionale della catena alpina il numero di questi fenomeni potrebbe crescere fino al 50 %, innalzando in modo marcato il rischio di grandinate giganti, raffiche di oltre 100 km/h e alluvioni lampo.
Meteo, ecco perché la crisi climatica moltiplica i temporali a supercella
Definizione e caratteristiche principali Una supercella è un temporale in cui la corrente ascensionale centrale ruota su sé stessa, dando vita a un mesociclone che può mantenere la struttura nuvolosa per parecchie ore. Tale rotazione rende la nube estremamente organizzata: la colonna d’aria calda sale rapidamente, l’aria fredda discende ai margini e l’intero sistema si auto-alimenta con nuovi influssi di calore e umidità.
Fattori che si amplificano con il riscaldamento globale
- CAPE (Convective Available Potential Energy) più elevata: temperature superficiali superiori portano l’atmosfera a contenere più umidità. Questo surplus di energia potenziale rende i moti convettivi molto più violenti.
- Venti verticalmente disomogenei: il cambiamento climatico sta alterando il flusso della corrente a getto e, a scala locale, i contrasti termici indotti da ondate di calore. Il taglio del vento (wind shear) risulta quindi più marcato, ingrediente essenziale per far ruotare la colonna d’aria.
- Innalzamento del punto di condensazione: un’atmosfera più calda richiede altitudini maggiori per la formazione delle goccioline; la distanza extra consente all’aria di accelerare lungo la salita, incrementando la vorticità interna.
- Effetto orografico alpino: i versanti di Svizzera, Italia settentrionale, Austria e Germania meridionale forzano l’aria umida a sollevarsi bruscamente. Col crescere delle temperature medie, il contrasto fra aria di valle torrida e aria fresca d’alta quota si accentua, fungendo da miccia per supercelle sempre più numerose.
Cosa rivela la nuova simulazione ad alta risoluzione Gli scienziati del Mobiliar Lab for Natural Risks e del Centro Oeschger (Università di Berna), insieme al Politecnico di Zurigo, hanno messo a punto un modello capace di ricostruire le celle temporalesche con dettaglio di pochi chilometri. Dalle loro proiezioni emerge che:
- sul versante meridionale delle Alpi si registrano mediamente 61 supercelle a stagione e il totale potrebbe aumentare di un terzo;
- la Pianura Padana e la vallata del Danubio mostreranno un chiaro salto di frequenza, mentre la Penisola Iberica e il Sud-Ovest della Francia potrebbero addirittura vedere un calo relativo;
- a scala continentale la crescita media stimata si aggira attorno all’11 %.
Implicazioni per assicurazioni, agricoltura e infrastrutture
- Gli eventi convettivi violenti hanno già generato, solo nel 2023, sinistri assicurativi per quasi 55 miliardi di euro.
- Le aziende agricole del Nord Italia e delle regioni alpine dovranno fare i conti con chicchi di grandine di 5-7 cm, in grado di devastare raccolti e serre.
- Reti ferroviarie come la linea Rimini-Ravenna, spesso danneggiate da alberi sradicati, necessitano di piani di gestione forestale dedicati.
- I servizi di protezione civile dovranno integrare radar transfrontalieri e avvisi lampo per intercettare celle che attraversano più stati in poche ore.
Come possiamo prepararci fin d’ora
- Rafforzare la rete radar europea, colmando le lacune fra i diversi sistemi nazionali.
- Incentivare coperture assicurative parametriche che rimborsino in automatico danni da grandine sopra soglie prestabilite.
- Adattare il codice edilizio introducendo tetti e facciate resistenti a impatti > 100 J.
- Potenziare programmi di nowcasting basati su intelligenza artificiale per fornire avvisi mirati con almeno 30 minuti di anticipo.
Credits
- NASA Climate Change and Global Warming – Severe Thunderstorms and Climate Change
- NOAA National Oceanic and Atmospheric Administration – Climate Research and Data
- NOAA Storm Prediction Center – Severe Weather Forecasting and Research
- European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF) – Weather and Climate Modeling
- Science Advances Journal – European Supercell Thunderstorms Research
- American Meteorological Society – The Future of Supercells in the United States
- Climate Central – Severe Storm and Supercell Trends
- U.S. Environmental Protection Agency – Climate Change Indicators
- University of Bern – Oeschger Centre – Alpine Climate Research
- ETH Zurich Institute for Atmospheric and Climate Science – High-Resolution Climate Simulations







