(TEMPOITALIA.IT) I XXV Giochi Olimpici Invernali si terranno in Italia dal 6 al 22 febbraio 2026 — un arco temporale scelto appositamente durante il picco della stagione invernale per massimizzare le probabilità di neve naturale. È la prima edizione dei Giochi Invernali organizzata congiuntamente da Milano e Cortina d’Ampezzo, due città molto distanti geograficamente ma unite dall’ambizione di dare all’Italia una vetrina sportiva internazionale.
Le sedi delle gare toccano varie regioni alpine. Oltre a Milano e Cortina, avremo competizioni a Bormio, Livigno, Anterselva/Antholz, Val di Fiemme. Per la cerimonia di chiusura è stata scelta Verona (e non Milano) per dare una nota di spettacolo su scala nazionale.
In Lombardia, il complesso del Villaggio olimpico e paralimpico è già stato presentato: sarà parte essenziale dell’infrastruttura urbana post-evento, trasformandosi successivamente in studentato e quartiere misto.
Si stima che saranno messi in palio 195 medaglie e che vi parteciperanno oltre 3.500 atleti provenienti da tutto il mondo.
Discipline, località, curiosità
Tra le località più celebri coinvolte:
- Cortina d’Ampezzo ospiterà alcuni degli eventi alpini più spettacolari. Le piste della Tofana saranno teatro per lo sci alpino femminile (discesa libera, super-G, slalom gigante).
- A Cortina sorgerà una nuova pista per bob, skeleton e slittino (lo sliding center “Eugenio Monti”) che rappresenta una delle opere infrastrutturali più delicate e critiche dell’intero progetto.
- Livigno è già protagonista: è stato inaugurato il complesso per gli eventi di moguls e aerials (disciplina freestyle), presso Carosello 3000.
- Anterselva (Antholz) verrà utilizzata per il biathlon, Tesero / Val di Fiemme per lo sci nordico / combinata nordica.
- Milano sarà invece centro nevralgico per alcune cerimonie, eventi indoor, sport su ghiaccio e attività collaterali di richiamo.
Una curiosità simpatica: le mascotte scelte sono Tina e Milo, due ermellini (sorella e fratello), una mascotte olimpica e una paralimpica, con un design pensato per simboleggiare diversità, resilienza e “dualità” tra città e montagna. Il nome Tina richiama Cortina, Milo richiama Milano.
C’è anche una dimensione culturale: partendo dall’idea dell'”Olimpiade culturale“, sono previste iniziative artistiche, espositive e interdisciplinari diffuse nei territori coinvolti.
D’altro canto, le Olimpiadi non sono accolte da unanime entusiasmo: vi sono critiche legate all’impatto ambientale, ai costi infrastrutturali e al rischio che alcune strutture diventino “campi vuoti” dopo l’evento.
Neve: condizioni attese, previsioni e strategie anti-siccità
Uno dei temi più delicati è la neve: riuscirà l’Italia a garantire superfici adeguate per le gare invernali?
Previsioni meteo e neve per Cortina e dintorni
Secondo i servizi specializzati Snow-Forecast e altri portali meteo, Cortina mostra buone probabilità nelle previsioni di neve a medio termine, con modelli che stimano nevicate nelle quote medie e superiori.
J2Ski segnala che tipicamente, durante la stagione invernale ad altitudini elevate, Cortina può avere spessori di 100–200 cm nei mesi centrali, con nevicate affidabili da dicembre ad aprile.
Il portale SnowPlaza offre previsioni per 14 giorni includendo limite dello zero termico, temperature e accumuli di neve stimati.
Tuttavia, negli ultimi anni l’andamento climatico ha reso più incerta la “neve naturale”, motivo per cui gli organizzatori hanno messo a punto un sofisticato servizio meteo strategico, con stazioni automatiche, radar e osservazioni in tempo reale per ogni sede olimpica, al fine di gestire dinamicamente la preparazione delle piste.
Rischio siccità, mitigazione dell’assenza di neve
Un articolo di Reuters segnala che uno dei problemi chiave è la scarsità di neve naturale, aggravata dal cambiamento climatico. Il tracciato di bob a Cortina è una delle opere più a rischio, con la necessità di garantire l’operatività tramite neve artificiale.
Sempre da Reuters emerge che in alcune zone alpine, la quantità di neve fresca è calata mediamente del 34 % fra il 1920 e il 2020.
In Italia, infatti, circa il 90 % delle piste da sci oggi dipende da sistemi di innevamento artificiale (canoniere, serbatoi d’acqua) per garantire continuità nel periodo invernale — una percentuale ben superiore a quella di altri Paesi alpini.
Per far fronte a queste incertezze, si punterà molto su:
- produzione artificiale di neve, quando le temperature lo consentono, grazie a infrastrutture già presenti da anni nei comprensori montani italiani;
- gestione oculata delle risorse idriche, essenziale per alimentare i sistemi di innevamento;
- monitoraggio continuo, grazie al servizio meteo olimpico su ciascun sito, per decidere interventi puntuali sulle piste;
Non va però nascosto che il ricorso massiccio alla neve artificiale solleva interrogativi ambientali sull’uso di acqua, energia e impatti localizzati sulle risorse naturali.
Uno sguardo alle stime globali e alle proiezioni
Le dichiarazioni preliminari delle organizzazioni olimpiche e dei media internazionali sono relativamente ottimiste: secondo FoxWeather, l’Italia settentrionale non dovrebbe soffrire come altre edizioni recenti di carenza nevosa, con accumuli totali che potrebbero superare i 3 metri complessivi nelle aree di montagna (≈ 10 ft) se condizioni favorevoli si presentano.
Tuttavia, questa assunzione si basa su “stagionalità tipica”, che potrebbe essere compromessa da ondate di caldo o precipitazioni insufficienti nei mesi invernali, come già accaduto in alcune alpi nel recente passato.
Alcuni analisti mettono in guardia: se durante uno dei mesi centrali (dicembre, gennaio) le precipitazioni dovessero essere scarse e le temperature più alte del normale, serviranno grandi quantità di neve artificiale, il che implica maggiori costi operativi e rischio di inefficienza.
Nonostante questi rischi, gli organizzatori italiani assicurano che le infrastrutture necessarie sono praticamente pronte, e che il monitoraggio e la pianificazione meteo sono parte integrante del piano operativo dei Giochi.
Credits
- Eurac Research Institute for Earth Observation – Centro di ricerca privato specializzato in monitoraggio neve e cambiamenti climatici nelle Alpi
- Climate Central – Warming Winter Olympics – Organizzazione scientifica per la comunicazione climatica
- OECD Climate Change Reports – Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico
- Nature Scientific Reports – Rivista scientifica internazionale peer-reviewed
- The Cryosphere Journal – Rivista scientifica specializzata in glaciologia e nivologia
- CBC Sports Climate Research – Analisi giornalistiche basate su ricerca scientifica
- ESA Climate Change Initiative – Agenzia Spaziale Europea per il monitoraggio climatico







