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Primo sbuffo di GRAN FREDDO in Italia: ecco quando

Giovanni De Laurentis di Giovanni De Laurentis
14 Ott 2025 - 17:30
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News, Zoom
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(TEMPOITALIA.IT) Accensione dei termosifoni e fine dell’estate al Nord

Nel Nord Italia si avverte già un anticipo d’inverno, anche perché, a partire dal 15 Ottobre, si accendono i termosifoni. In realtà, in alcuni condomini sono già operativi, anche in Pianura Padana e in città come Milano. Questa ricorrenza ci ricorda che la stagione estiva nelle regioni settentrionali è pressoché terminata e che, nonostante eventuali afflussi di aria calda dal sud, la Val Padana comincerà a produrre freddo. Qui, soprattutto sul settore centro-occidentale, in presenza di alta pressione, le inversioni termiche tendono a comprimere l’aria verso i bassi strati, intrappolando aria fredda che, gradualmente, abbassa la temperatura. L’assenza di sole poi non migliora certo la situazione.

 

Inversioni, smog e ricadute sulla qualità dell’aria

L’aspetto più negativo è l’aumento degli agenti inquinanti in atmosfera, dovuto alle emissioni di industrie, fabbriche, attività umane, automobili e, ora, anche all’accensione dei termosifoni. Le condizioni di stasi e inversione favoriscono il ristagno degli inquinanti, con ripercussioni sulla qualità dell’aria.

 

Scenario climatico: Nord in attesa, Centro-Sud più dinamico

Dal punto di vista climatico, questo passaggio è importante per il Nord Italia perché apre la strada a speranze di freddo, che però, a livello autunnale, non si vede davvero prima della fine del mese, quando potrebbe giungere aria più fredda di origine artica associata a maltempo e bassa pressione. Lo indica il modello matematico, che su questo fronte appare piuttosto ottimista, ipotizzando un’ondata di maltempo con precipitazioni abbondanti: le prime vere del mese di Ottobre, perché finora non si sono visti fenomeni di rilievo, salvo qualcosa tra Lunedì e Martedì. In ogni caso, questo Ottobre non sembra ideale per piogge abbondanti sulle regioni settentrionali.

Altrove, le cose cambiano: al Centro-Sud, quindi Sardegna, Sicilia, Calabria, parte della Basilicata e Puglia, sono attese precipitazioni molto intense, legate a un minimo di bassa pressione in arrivo dalla Spagna, la cosiddetta DANA, responsabile di diversi alluvioni.

 

Freddo, temperature e variazioni di massa d’aria

Parlando di freddo, secondo il Centro Meteo Europeo non arriverà neppure stavolta sulle regioni settentrionali, e Ottobre si concluderà con temperature mediamente poco sopra la media. Sulle regioni centrali e meridionali si avrà un saliscendi termico per i maggiori scambi di masse d’aria: la prossima settimana, ad esempio, affluirà aria piuttosto calda verso Sardegna e Sud Italia, poi in parte anche al Centro, per lasciare successivamente spazio a una possibile fase di Maestrale. La maggiore variabilità atmosferica interesserà, quindi, Centro e Sud (con Sardegna e Sicilia), mentre una certa staticità è prevista sul Nord Italia, salvo quella finestra più piovosa con calo termico.

 

Sulle pianure la mancanza prolungata di sole peserà parecchio; in montagna, invece, il sole si farà vedere più spesso, anche perché qui le inversioni termiche non dominano e, quando la pressione lo permetterà, ci sarà più sereno. Tuttavia, il vero freddo sembra lontano e non arriverà in Ottobre, secondo le principali previsioni basate sui modelli matematici. La domanda allora è: quando? La risposta, tutta da confermare, punta su Novembre, quando le prime irruzioni di aria fredda potrebbero farsi sentire anche sull’Italia. Le fasi fredde che a tratti colpiranno l’Europa centrale in Novembre dovrebbero essere più corpose e scendere più a sud già nella prima decade del mese, segnando l’avvio effettivo della stagione invernale.

 

Neve e ghiacciai: autunno sottotono

Questo quadro non è favorevole a nevicate a bassa quota, né alle grandi nevicate sui ghiacciai alpini, che di solito cadono in autunno con picchi notevolissimi e poi gelano con il grande freddo invernale, costituendo una protezione preziosa contro il caldo estivo. Va ricordato che anche in primavera si osserva un picco di precipitazioni sulla zona dei ghiacciai alpini.

 

Conclusione: due settimane senza freddo invernale

In sintesi, freddo invernale nel breve (prossime due settimane) non se ne vede: siamo in autunno e in Ottobre questo è tutto sommato normale. Al Centro-Sud non mancheranno afflussi di aria calda e picchi termici temporanei: localmente, su Catania e Palermo, si potrebbero toccare i 28 °C, con punte che in qualche località potrebbero sfiorare persino i 30 °C. Niente di estremo, niente record: resta però un Ottobre con anomalie positive di temperatura dal punto di vista statistico. In Italia la situazione non è drammatica, salvo per la scarsa uniformità delle precipitazioni e per l’assenza delle perturbazioni atlantiche: un Ottobre senza perturbazioni atlantiche rappresenta una grave anomalia climatica.

Il freddo invernale potrebbe iniziare nei primi giorni di novembre come spesso avviene.

 

 

Credits – Fonti scientifiche autorevoli:

  • European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF) – Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine
  • World Meteorological Organization (WMO) – Organizzazione Meteorologica Mondiale
  • National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) – Agenzia Nazionale Oceanica e Atmosferica USA
  • WMO Air Quality and Climate Bulletin – Bollettino WMO sulla Qualità dell’Aria e Clima
  • Royal Meteorological Society – Società Meteorologica Britannica

  (TEMPOITALIA.IT)

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Tags: dana spagnafreddo novembreghiacciai alpiniinversioni termichemaltempo centro sudpianura Padanaprevisioni meteo autunnoqualità aria val padanatemperature ottobretermosifoni Nord Italia
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Giovanni De Laurentis

Giovanni De Laurentis

Dopo aver frequentato il liceo scientifico, ha proseguito il proprio percorso accademico nel Regno Unito, dove si è laureato in Fisica presso l’University of Manchester all’età di 23 anni. Affascinato dalle dinamiche dell’atmosfera e dalle interazioni tra scienza e ambiente, ha poi conseguito un Dottorato (PhD) in Meteorologia presso l’University of Reading, uno dei principali poli di ricerca europei in questo ambito. Attualmente vive e lavora in Italia, dove si occupa di consulenza scientifica e supporto tecnico per applicazioni meteorologiche e fisiche nell’ambito industriale, collaborando con aziende e centri di ricerca per progetti che spaziano dalla modellistica ambientale alla progettazione di soluzioni innovative per l’industria.

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