
(TEMPOITALIA.IT) Dopo il transito ciclonico che colpirà soprattutto il Centro Sud nel fine settimana, tra lunedì 10 e giovedì 13 Novembre 2025 l’Italia sarà nuovamente abbracciata da un anticiclone di matrice subtropicale. Sole più diffuso, temperature sopra la media e scarsa piovosità saranno gli elementi dominanti, con contrasti marcati tra pianure nebbiose e rilievi miti.
Questa fase non si prospetta duratura. Le simulazioni a scala emisferica mostrano un progressivo riassetto della circolazione nella seconda metà di Novembre, con correnti atlantiche più vivaci e contributi d’aria più fredda in discesa verso l’Europa. Il racconto di settimana in settimana è quindi quello di un’altalena: prima l’anticiclone che smorza la dinamica tipicamente autunnale, poi un probabile ritorno a scenari più consoni alla stagione.
Perché torna l’alta pressione dopo il weekend
La sequenza che accompagna il cambio di scena è piuttosto classica per il periodo. Dopo il vortice in arrivo dal Golfo del Leone e il suo strascico instabile al Centro Sud, il getto in quota si ondula e scava a ovest della Penisola Iberica una saccatura che affonda verso Marocco e Canarie. Lì il minimo barico risucchia aria più calda subtropicale che, scorrendo sul bordo ascendente dell’onda, si riversa verso il Mediterraneo occidentale. Il risultato, tra 10 e 13 Novembre, è un promontorio anticiclonico ben strutturato che si distende su Spagna, Francia e Italia, smorzando la nuvolosità e indebolendo i fronti in avvicinamento.
Nei bassi strati l’aria risulta mite soprattutto lontano dalle inversioni. In quota la subsidenza secca l’atmosfera e apre spazi di sereno, specie su Sardegna, Sicilia, Centro Italia tirrenico e fasce collinari interne. Più a nord la protezione anticiclonica si traduce talvolta in cielo uniformemente grigio in pianura, perché l’aria fresca e umida rimane intrappolata negli strati più bassi.
Effetti attesi in pianura e in montagna: il ruolo dell’inversione termica
Nelle giornate serene di Novembre, con venti deboli e suoli umidi per le piogge precedenti, la perdita di calore notturna è rilevante. Il terreno raffredda l’aria a contatto, favorendo nebbie e foschie sulle pianure del Nord e nelle valli interne del Centro. Questo assetto produce la tipica inversione termica: sotto, aria più fredda e umida con massime contenute; sopra, aria più mite e secca con ampi squarci di cielo azzurro. Non è raro osservare, nello stesso momento, 8 o 9 °C in Pianura Padana e oltre 15 a 18 °C sui colli e sulle prealpi, con sensazione di clima tardo primaverile sui crinali esposti al sole.
Sui litorali l’aria più tiepida si percepisce nelle ore centrali, ma brezze e umidità possono limitare l’aumento delle massime rispetto alle aree interne. In montagna, tra 1000 e 1500 metri, il soleggiamento e la compressione adiabatica innalzano ulteriormente i termometri, con condizioni ideali per escursioni e attività all’aperto, pur con notti fredde e gelate nei fondovalle riparati.
Temperature e venti tra 10 e 13 novembre
L’Italia centro meridionale sperimenterà un rialzo più deciso. Su Sardegna, Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata e Campania le massime torneranno spesso oltre 20 °C, con punte locali di 22 24 °C nei settori interni e collinari lontani dalle brezze. Nel Centro si viaggerà in media tra 17 e 21 °C, mentre al Nord la forbice dipenderà dalla persistenza dell’umidità al suolo: valori contenuti se la nebbia regge, ben più alti appena si rompe lo strato basso.
La ventilazione sarà in genere debole o moderata. Da mercoledì 12 e soprattutto giovedì 13, l’avvicinamento della saccatura atlantica a ovest richiamerà scirocco sui bacini di Ponente e lungo i litorali tirrenici, con mare in aumento e ulteriori apporti di mitezza sulle aree esposte.
Estate di San Martino: tradizione e meteorologia
La ricorrenza dell’11 Novembre riporta spesso una fase mite e stabile che la tradizione chiama Estate di San Martino. Non si tratta di un evento garantito ogni anno, ma la statistica europea mostra che attorno a metà Novembre è frequente l’allungamento verso est dell’anticiclone subtropicale o delle Azzorre, capace di offrire giornate soleggiate e pomeriggi sorprendentemente miti in collina. Nel quadro degli ultimi decenni, con Autunni mediamente più caldi, questi episodi non sono rari, ma restano temporanei e alternati a fasi più dinamiche.
L’aspetto controintuitivo è proprio la coesistenza di clima mite in quota e di freddo umido al suolo nelle pianure nebbiose. Non è un paradosso, bensì un prodotto della struttura stabile dell’atmosfera e dell’assenza di rimescolamento verticale, tanto più marcato quando l’anticiclone è robusto e i venti restano deboli.
Dalla calma alla svolta: cosa può cambiare dopo il 13 novembre
Il promontorio tende a indebolirsi tra venerdì 14 e il fine settimana successivo per l’avanzata della saccatura atlantica. L’Europa occidentale riceve impulsi perturbati più convinti e il flusso zonale scende di latitudine. In questo quadro, l’Italia potrebbe entrare in un corridoio più umido e instabile a partire dalla seconda metà del mese, con precipitazioni più frequenti e calo termico progressivo, specie al Nord e sui versanti esposti alle correnti di Ovest e Sud Ovest.
La comparsa di masse d’aria polari marittime sulle medie latitudini europee aumenterebbe la probabilità di nevicate sui rilievi durante i passaggi frontali più organizzati, inizialmente a quote medio alte con possibili abbassamenti momentanei nei settori favoriti dallo stau. La traiettoria dei minimi barici, la presenza di aria fredda preesistente nei bassi strati e la temporanea resistenza dell’anticiclone determineranno differenze anche marcate tra regioni contigue.
Fase stabile in autunno: normalità o anomalia?
Una parentesi anticiclonica in Novembre non significa che l’Inverno sia lontano o vicino per definizione. È parte della normale variabilità della stagione. La tendenza più ampia, che guarda all’Atlantico e al Circolo Polare, suggerisce un graduale aumento dell’attività ondulatoria con scambi meridiani più pronunciati nella seconda parte del mese. Ciò apre scenari più coerenti con il calendario ma non stabilisce automaticamente tempistiche uguali per tutte le aree del Paese. In pratica, tra metà e fine Novembre aumentano le opportunità per piogge al Centro Nord, per venti più vivaci sui mari e per i primi episodi nevosi significativi in montagna, alternati a momenti asciutti.
In breve
Tra 10 e 13 Novembre 2025 l’Italia tornerà sotto alta pressione con tempo più stabile, nebbie in pianura al Nord, massime spesso oltre 20 °C al Centro Sud e scirocco in rinforzo a ridosso di giovedì 13. Dalla metà del mese il quadro europeo sembra favorire il ritorno di perturbazioni atlantiche e l’ingresso di aria più fresca, con condizioni via via più tipiche della stagione e occasione per precipitazioni più diffuse e prime nevicate significative sui rilievi.
Credit: ECMWF, NOAA NWS Weather Prediction Center, Met Office, Copernicus Climate Change Service, EUMETSAT









