La Penisola spaccata dal vento di scirocco
(TEMPOITALIA.IT) Strano, oggi lunedì 17 Novembre 2025. Sembra che l’Italia continui a recitare due copioni diversi, come se il Paese fosse un palcoscenico tagliato di netto. A dirigere la scena è sempre lui, lo scirocco: caldo, umido, insistente. Soffia con ostinazione sul Centro-Sud e, diciamolo, lo fa con una certa delicatezza. Sulle coste della Sicilia l’aria mantiene ancora un’impronta quasi primaverile, con punte che ieri hanno sfiorato 27°C.
Roma, Napoli, Cagliari… quasi tutte agganciate a quei 21-23°C.
Eppure basta spostare lo sguardo più su. Nel Nord, lo scirocco perde vigore. La Pianura Padana torna grigia, fosca, cielo plumbeo, fosco e nebbioso, compressa da un fresco che sembra anticipare l’inverno: difficilmente si superano i 12-13°C, mentre il maltempo trattiene ogni timido tentativo di risalita termica. Una spaccatura vera, quasi un ceffone meteorologico che ci ricorda la complessità del nostro territorio. Ma ancora la neve si tiene in alto, eccetto in Piemonte che inizia a scendere di quota.
Una tregua breve, quasi illusoria
Insomma, l’atmosfera sta tirando il fiato ma non ha alcuna intenzione di stabilizzarsi. Tra martedì 18 e mercoledì 19, un intervallo di calma proverà a farci credere che tutto rientri. Al Sud e sulla Sicilia svaniranno le ultime piogge, lasciando spazio a qualche schiarita tiepida; altrove, un cielo più asciutto ma ancora instabile, punteggiato da nuvoloni veloci. Un Sud Italia che ha un clima di settembre, altro che di ormai metà novembre: è mitissimo, e così anche quel mare che è il Mediterraneo che si presenta caldo, troppo caldo all’inizio della stagione invernale ormai prossima.
Questa è solo una pausa. La sera di mercoledì porterà nubi nuove sulla Sardegna e sul Nord. Qualche goccia cadrà già sull’isola, quasi un segnale: “attenzione, si ricomincia”. Una Sardegna che aspetta la pioggia perché continua ad essere inviata con il contagocce l’acqua nelle abitazioni di città e paesi.
L’impulso artico e la nascita del vortice
Giovedì 20 Novembre entrerà in scena un nuovo protagonista. Un impulso di aria fredda, molto più deciso del precedente, scivolerà dall’Artico verso sud con una velocità che lascia poco margine all’immaginazione. Punta la Francia e la Penisola Iberica, ma il suo obiettivo è il Mediterraneo.
Ed è lì che succede tutto. Il contatto tra aria artica e mare ancora relativamente mite scatenerà la formazione di una depressione profonda, un vortice ciclonico tra le Baleari e la Sardegna. Lo si può immaginare come un grande ingranaggio atmosferico che aspira aria calda dal Sud e spinge verso il basso quella più fredda. L’umidità costretta a salire si condensa, crea nubi enormi, pioggia torrenziale. Un motore di maltempo a tutti gli effetti.
Italia nel mirino: scenari e incertezze
Che cosa attende davvero l’Italia, allora? Il Paese sarà di nuovo diviso, ma in modo molto diverso da oggi. Il Nord sentirà subito la frustata fredda, con un sapore invernale anticipato. Il Sud, invece, manterrà un tono quasi primaverile, sospinto da correnti sud-occidentali più miti. Lo scontro tra questi due mondi farà da scintilla a fenomeni intensi.
Le ultime elaborazioni meteo confermano che da giovedì il maltempo colpirà prima le regioni centrali e la Campania. Tra venerdì 21 e domenica 23, il vortice potrebbe coinvolgere anche il resto del Sud e, se la sua traiettoria cambierà solo di pochi chilometri, perfino il Nord.
E qui nasce il dubbio più grande. Un vortice piazzato un po’ più a ovest investirebbe in pieno le regioni settentrionali; leggermente più a est, e il Settentrione respirerebbe. Ma la tendenza non permette ottimismo. Si intravede una fase di maltempo acuto, con piogge molto abbondanti e rischio concreto di nubifragi, soprattutto nelle aree già fragili dal punto di vista idrogeologico.
Neve e venti furiosi: il quadro si completa
Come se non bastasse, altri due protagonisti si preparano a calcare la scena.
Il vento, per cominciare: non sarà una brezza di passaggio ma una vera furia ciclonica, con raffiche che potranno essere di burrasca forte su coste e mari esposti.
Poi la neve. Il crollo termico al Nord favorirà il ritorno della dama bianca sulle Alpi, in particolare lungo i confini esteri, e sull’Appennino settentrionale. In qualche tratto, specie giovedì sera, potrebbe scendere anche sotto i 1000 metri. Un assaggio d’inverno molto precoce, destinato comunque a risalire di quota nel fine settimana.
Un quadro complesso, affascinante e – in effetti – potenzialmente critico. L’aria artica sta per duellare con il tepore del Mediterraneo, e noi, come spesso accade, ci ritroviamo nel mezzo. Continueremo a seguire l’evoluzione di questo personaggio atmosferico che cambia umore a ogni run, perché in meteorologia il colpo di scena è davvero sempre dietro l’angolo. (TEMPOITALIA.IT)










