
(TEMPOITALIA.IT) Parlare di caldo in Dicembre può sembrare improprio. Non si tratta certo del caldo estivo, ma di temperature che, rispetto a ciò che dovrebbe rappresentare l’inverno, risultano decisamente fuori scala. In questi giorni l’Italia sta sperimentando un’impennata termica ben evidente, sostenuta da una struttura anticiclonica che poco ha a che fare con le configurazioni tipiche della stagione fredda.
Da anni ormai, e potremmo dire da decenni, le fasi dominate dall’Anticiclone Africano non sono rare. Oggi come allora, la sua presenza porta valori termici insolitamente alti per il periodo. Se al suo posto ci fosse l’Alta Pressione delle Azzorre – ormai sempre meno presente nei nostri inverni – parleremmo probabilmente di stabilità atmosferica con temperature solo leggermente sopra media. Qui invece si superano i 20°C, e questi numeri non sono in alcun modo normali per Dicembre.
Perché 20°C cambiano la percezione dell’inverno
Raggiungere 20°C nel cuore della stagione fredda significa vivere giornate che ricordano la primavera. Restano solo due elementi a riportarci al calendario: le ore di luce ridotte e il raffreddamento notturno. Per il resto, la sensazione è di trovarsi in una fase di transizione molto più mite del previsto.
Il corpo percepisce immediatamente questa discrepanza. Ci si veste in modo adeguato al mese, ma poi, al sole, si suda. Ecco perché nasce l’idea che “faccia caldo”, ed è una sensazione corretta: non perché sia estate, ma perché rispetto alla norma stagionale le temperature sono chiaramente alterate.
Questa distorsione percettiva alimenta la convinzione che l’inverno non sia più lo stesso, che persino nel periodo più freddo si possa avere un clima decisamente mite. E in parte è così, perché la frequenza con cui si verificano queste rimonte anticicloniche intense è aumentata negli ultimi decenni.
Un anticiclone da piena estate, ma inserito in pieno inverno
La dinamica attuale è la stessa che, in Estate, produrrebbe ondate di caldo marcate e difficili da sopportare. L’aria sarebbe più calda, sì, ma a ciò si aggiungerebbero umidità elevata e notti difficili. Che la stessa struttura si presenti a Dicembre non la rende meno rilevante: semplicemente, si manifesta con conseguenze più attenuate perché il contesto stagionale è diverso.
Ciò che resta chiaro è la tendenza sempre più marcata verso estremi termici e periodi di stabilità persistente, mentre le stagioni intermedie sembrano ridursi a brevi parentesi. La sensazione di “tutto o niente” si fa strada ogni anno, con transizioni sempre più brusche tra fresco e caldo, tra stabilità e disturbi atmosferici.
Credit: ECMWF, NOAA, Copernicus Climate Change Service.






