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Meteo di Febbraio tra tempeste infinite e l’ombra del freddo tardivo

Antonio Romano di Antonio Romano
27 Gen 2026 - 13:30
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News
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La prima parte del mese di Febbraio si preannuncia con un assetto meteorologico decisamente compromesso. Appare ormai sempre più concreta l’ipotesi di una lunga fase di maltempo che caratterizzerà i giorni d’esordio del nuovo mese, proseguendo sulla scia di una fine di Gennaio turbolenta. Analizzando le dinamiche in corso, cerchiamo di capire l’evoluzione del tempo attraverso lo studio delle proiezioni dei principali centri di calcolo.

 

L’egemonia dell’oceano sul clima europeo

Risulta evidente come l’Oceano Atlantico continui a esercitare un grande vigore sul comparto europeo, alimentando un flusso occidentale particolarmente energico. Sembra quasi di trovarsi nel cuore della stagione autunnale piuttosto che nel pieno dell’Inverno, a causa di una circolazione che favorisce il trasferimento verso l’Europa di una serie incessante di impulsi perturbati. In termini pratici, questo significa forti piogge a ripetizione, nevicate confinate alle quote medie e sistemi nuvolosi che si rincorrono senza sosta.

 

Le anomalie delle precipitazioni e il coinvolgimento dell’Italia

Osservando i dati relativi alle anomalie medie delle precipitazioni previste tra il 26 Gennaio e il 2 Febbraio, si nota come i fronti perturbati saranno estremamente frequenti su scala continentale. L’Italia verrà coinvolta in pieno da questa lunga sequenza di instabilità. Tale scenario descrive un periodo dinamico, tipico di quelle stagioni caratterizzate da passaggi perturbati intervallati da pause molto brevi. Le piogge tenderanno a diventare abbondanti, specialmente quando le saccature oceaniche riusciranno a penetrare con decisione nel Mediterraneo. Ci aspettiamo accumuli pluviometrici elevati, ben superiori alla norma del periodo, specialmente in alcune aree del Settentrione dove solitamente il primo mese dell’anno risulta essere tra i più secchi.

 

Assenza di freddo intenso

Per quanto riguarda la Penisola, questa configurazione si tradurrà in un’alternanza tra fasi piovose e schiarite effimere. Tuttavia, un elemento comune a tutte le regioni sarà l’assenza di freddo pungente. In un contesto dominato dalle correnti d’oltreoceano, il gelo rimane confinato alle regioni del Nord Europa e alle latitudini polari, mentre sul Mare Nostrum prevalgono correnti miti e umide. Inoltre, la presenza costante di cieli coperti impedirà il raffreddamento notturno tipico delle lunghe notti invernali, mantenendo le temperature minime su valori piuttosto elevati.

 

L’incognita di metà mes: il vortice polare

Le precipitazioni saranno incessanti per almeno altri dieci giorni, con il Nord e i versanti occidentali come aree maggiormente colpite. Tuttavia, alcune proiezioni a lungo termine indicano possibili novità dopo la seconda decade di Febbraio. Si intravedono segnali di un ingresso di aria più rigida verso l’Europa, un’ipotesi che al momento resta incerta ma che merita di essere segnalata. Il Vortice Polare si presenta molto debole per gran parte del mese, un fattore che aumenta sensibilmente le probabilità di un episodio di freddo tardivo. Questa eventualità dovrà essere confermata nei prossimi aggiornamenti, man mano che la distanza temporale si accorcerà.

 

Credit: European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF), National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), Copernicus Climate Change Service (C3S), Deutscher Wetterdienst (ICON), Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC).

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Tags: anomalie precipitazioniatlantico attivoinverno 2026maltempo italiameteo febbraiopiogge incessantitendenze freddovortice polare debole
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Antonio Romano

Antonio Romano

Fisico dell’atmosfera e dei sistemi climatici. Laurea in Fisica (Università di Bologna, 1993); PhD in Physics (Imperial College London, Space & Atmospheric Physics Group, 1995–1998, borsa NERC). Dal 1999 lavoro su meteorologia e climatologia applicata, con esperienza in: Assimilazione dati e verifica d’ensemble Analisi di serie storiche e downscaling Previsioni meteo a supporto della ricerca e dei servizi al territorio Nel 2005 ho co-firmato uno studio sui cambiamenti climatici presentato alla European Geosciences Union (EGU) e pubblicato negli atti della conferenza. Oggi sono Research Scientist alla Rutgers University – Institute of Earth, Ocean, and Atmospheric Sciences (EOAS), dove mi occupo di previsioni e analisi del clima per progetti scientifici e applicazioni operative.

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