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Home A La notizia del Giorno

Nuove nevicate in arrivo Domenica: le aree più coinvolte

Antonio Romano di Antonio Romano
10 Gen 2026 - 09:30
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News
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Le nubi tornano ad aumentare rapidamente su gran parte dell’Italia. Il vento rinforza dai quadranti occidentali, un segnale inequivocabile. La breve tregua concessa dalla precedente fase perturbata è ormai alle spalle. Il fine settimana si preannuncia instabile, a tratti turbolento, con un mix di freddo, piogge e neve che tornerà a farsi notare anche a quote insolitamente basse.

 

Ritorno del freddo e neve a bassa quota nel weekend

L’aumento termico atteso nelle prossime ore sarà temporaneo e limitato soprattutto al Centro-Sud. A favorirlo sarà il vento di Libeccio, richiamato dal fronte caldo associato a una perturbazione in discesa dal Nord Atlantico. Parliamo, però, di poche ore. Poi la situazione cambierà di nuovo. In modo netto.

Tra oggi e soprattutto Domenica 11 gennaio, una massa d’aria fredda di origine artica irromperà sul bacino centrale del Mediterraneo, determinando un brusco calo delle temperature. Già da sabato sera i primi fiocchi raggiungeranno quote di 700-800 metri sull’Appennino centro-meridionale, con particolare attenzione ad Abruzzo e Molise. Nel frattempo il maestrale soffierà con decisione, specie sull’estremo Sud e sulle isole maggiori.

 

Domenica 11 nel vivo dell’irruzione fredda

Nel corso di Domenica 11, mentre la perturbazione tenderà gradualmente a spostarsi verso i Balcani e la Grecia, il quadro meteorologico mostrerà un’apparente contraddizione. Da un lato cieli localmente più aperti. Dall’altro un ulteriore raffreddamento della colonna d’aria. Ed è proprio questo passaggio a rendere possibile la neve fino in pianura, seppur in presenza di fenomeni deboli e irregolari.

Si tratterà di precipitazioni residue, poco organizzate, ma sufficienti a spingere il limite delle nevicate fino a quote pianeggianti lungo il medio Adriatico e su alcuni settori del Sud.

 

Il ruolo dell’effetto ASE sull’Adriatico

A incidere sarà il cosiddetto Adriatic Snow Effect, noto anche come effetto ASE. I flussi freddi in arrivo dai Balcani attraverseranno l’Adriatico, più mite rispetto all’aria sovrastante, favorendo la formazione di addensamenti nuvolosi rapidi ma localmente intensi. Queste nubi, spinte verso la costa, interesseranno soprattutto Abruzzo, Molise, Puglia e Basilicata.

È bene chiarirlo. Non si tratta di un’ondata di gelo strutturata. L’atmosfera resterà molto instabile e le nevicate saranno discontinue. Gli accumuli, dove presenti, risulteranno modesti. Qualche centimetro potrà comparire sull’Appennino per effetto stau, specie oltre i 700 metri tra Abruzzo e Molise. Episodi isolati non sono esclusi anche tra Potentino e Materano.

 

Possibili fiocchi fino alle coste adriatiche

Nel corso della giornata di Domenica 11 e nelle prime ore di Lunedì 12 gennaio, qualche fioccata potrà spingersi fino a quote pianeggianti o costiere sul medio Adriatico. In Puglia i fiocchi potrebbero comparire non solo sul Gargano, ma anche su Barese, Brindisino e Leccese. In questi casi si parlerà di eventi brevi, spesso coreografici, capaci al massimo di lasciare una spolverata temporanea.

Il dato più rilevante resta il freddo. Pungente, diffuso, persistente. Nella notte tra domenica e lunedì la temperatura potrà avvicinarsi allo zero anche sulle pianure e nelle aree interne del Centro-Sud.

 

Fonti e dati previsionali

Le valutazioni presentate si basano sull’analisi dei principali modelli meteorologici internazionali. In particolare:GFS, ECMWF.

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Tags: adriatic snow effectcalo termicofreddo articoirruzione freddaneve adriaticoneve pianuraprevisioni meteo
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Antonio Romano

Antonio Romano

Fisico dell’atmosfera e dei sistemi climatici. Laurea in Fisica (Università di Bologna, 1993); PhD in Physics (Imperial College London, Space & Atmospheric Physics Group, 1995–1998, borsa NERC). Dal 1999 lavoro su meteorologia e climatologia applicata, con esperienza in: Assimilazione dati e verifica d’ensemble Analisi di serie storiche e downscaling Previsioni meteo a supporto della ricerca e dei servizi al territorio Nel 2005 ho co-firmato uno studio sui cambiamenti climatici presentato alla European Geosciences Union (EGU) e pubblicato negli atti della conferenza. Oggi sono Research Scientist alla Rutgers University – Institute of Earth, Ocean, and Atmospheric Sciences (EOAS), dove mi occupo di previsioni e analisi del clima per progetti scientifici e applicazioni operative.

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