(TEMPOITALIA.IT) Non è il caso di farsi illusioni riguardo alla possibilità di ammirare cieli limpidi e cristallini nei prossimi giorni. L’anticiclone, che ormai da tempo detiene il controllo assoluto delle condizioni meteorologiche su buona parte dell’Europa e della nostra Penisola, non sta affatto garantendo un soleggiamento pieno e indisturbato. Al contrario, la configurazione barica attuale appare decisamente bloccata e priva di dinamismo, una situazione che con ogni probabilità ci accompagnerà almeno fino alla conclusione della settimana in corso.
Ci troviamo attualmente prigionieri sotto una cupola di alta pressione piuttosto vasta, la quale però agisce in modo ambiguo, permettendo il costante afflusso di correnti molto umide proprio nei bassi strati dell’atmosfera. Il risultato visibile di questo fenomeno è sotto gli occhi di tutti, ovvero una copertura nuvolosa diffusa, foschie notturne e in qualche caso anche pioviggini. Si tratta, in sostanza, di un grigiore persistente che sta interessando diverse zone d’Italia e che poco si addice all’idea classica di un dominio anticiclonico primaverile.
L’arrivo della polvere sahariana
Purtroppo le notizie per le prossime quarantotto o settantadue ore non indicano un miglioramento della trasparenza atmosferica. Assisteremo infatti a un progressivo rinvigorimento del richiamo di masse d’aria calda, le quali porteranno con sé un ospite decisamente ingombrante, ovvero una massiccia concentrazione di polveri sahariane in sospensione. Questi minuscoli granuli di sabbia, sollevati direttamente dalle distese del deserto in Africa, renderanno il cielo lattiginoso e opaco su una fetta considerevole dell’Europa Meridionale e dell’Europa Centrale. Oltre a sottrarre luminosità e colori ai paesaggi, questo fenomeno contribuirà a far lievitare i livelli di inquinamento atmosferico.
Inquinamento e aria stagnante nelle aree urbane
Questa fase di stasi meteorologica è destinata a protrarsi finché non interverrà una modifica sostanziale nel pattern circolatorio del continente. Senza un ricambio d’aria deciso, l’Italia resterà letteralmente imprigionata in una condizione di ventilazione quasi assente, fattore che facilita l’accumulo costante di sostanze inquinanti. È una realtà critica che si trascina ormai da diversi giorni e che risulta particolarmente percepibile all’interno dei grandi agglomerati urbani. Lo smog ha raggiunto livelli preoccupanti soprattutto nella Valle Padana, ma la situazione non appare migliore nelle principali metropoli del Centro e del Sud.
Correnti africane e sabbia fino a sabato 7 marzo
Almeno fino alla giornata di sabato 7 marzo, i flussi meridionali continueranno a spingere verso l’Italia aria mite di matrice africana, pesantemente caricata dal pulviscolo desertico citato in precedenza. Questa dinamica non farà altro che aggravare la qualità dell’aria, già seriamente compromessa in moltissime zone antropizzate del Paese. Ci troviamo immersi in una sorta di palude barica, un contesto ambientale definito dall’immobilità dei venti e da un inquinamento difficile da smaltire.
Dove cadranno le deboli piogge del fine settimana
Per quanto riguarda le precipitazioni, tra il pomeriggio e le ore serali di venerdì, i fenomeni tenderanno a manifestarsi in forma leggera e localizzata lungo l’arco delle Alpi Occidentali e sui rilievi dell’Appennino centro-settentrionale. In forma più intensa e diffusa interesseranno la Sardegna e le coste della Sicilia, mentre per il resto del territorio nazionale si prevedono solo cieli biancastri e velati, senza scossoni di rilievo. Per assistere a un cambiamento di rotta più incisivo e a una pulizia dell’aria degna di nota, occorrerà attendere la metà del mese di marzo. In quel periodo la ventilazione si farà più vivace e spazzerà via la cappa di smog e umidità.
Credit e fonti: (TEMPOITALIA.IT)







