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Shock termico in arrivo: oltre 10°C in meno da Giovedì 26, l’inverno torna a mordere

Piero Luciani di Piero Luciani
24 Mar 2026 - 11:30
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News
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Il tracollo termico che nessuno si aspettava a fine Marzo

Inutile girarci attorno, diciamolo chiaramente: la primavera non è mai lineare, e chi ci ha creduto troppo in fretta pagherà dazio. Molti hanno già riposto i cappotti pesanti in fondo all’armadio, forse con un ottimismo eccessivo. Perché quello che si sta preparando, nel cuore di questa settimana, è un cambiamento tutt’altro che soft. Un crollo termico brusco, rapido, quasi brutale, che rovescerà il tepore accumulato in poche ore.

Fino a Mercoledì 25 Marzo, la colonnina di mercurio toccherà i 20°C in buona parte d’Italia, quasi a voler ingannare. Sembra la fine dell’inverno, sembra. Il termine giusto è proprio questo: sembra. Perché la situazione sta per cambiare radicalmente, non per via di una banale nuvolosità passeggera, ma per un’ondata di aria polare che si tufferà direttamente dall’Artico verso il Mediterraneo, portando con sé tutto il repertorio: venti forti, piogge, grandinate e neve a quote sorprendentemente basse per il calendario.

L’ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) e il GFS, i principali modelli di riferimento a livello globale, convergono su questo scenario con una coerenza che lascia pochi dubbi.

 

Giovedì 26 Marzo, il giorno della svolta

Sarà Giovedì 26 Marzo la data da cerchiare in rosso, anzi in blu ghiaccio. Il tracollo termico più intenso è atteso proprio in quella giornata, con un calo che in alcune zone potrà raggiungere i 10/12°C rispetto ai valori di inizio settimana. Pensateci: da 20°C a malapena 8°C o 9°C. Uno sbalzo che si sentirà sulla pelle prima ancora di leggere il termometro.

Chi risentirà di più di questa irruzione gelida? Le aree del Nord-Est, Bari e tutto il versante adriatico del Centro, insieme alle zone interne appenniniche. Qui le massime faticheranno ad avvicinarsi ai 10°C, dopo aver sfiorato i 20°C nei giorni precedenti. La differenza è notevole, difficile non accorgersene. Le fredde correnti da tramontana amplificheranno ulteriormente la percezione del gelo, spingendo le massime a fermarsi attorno ai 4°C o 5°C nelle zone collinari, mentre sulle coste ci si attesterà a malapena intorno ai 9°C o 10°C.

Il meccanismo è quello classico delle grandi irruzioni tardive: la saccatura polare scende senza ostacoli verso il centro del continente, l’Europa finisce sotto scacco, e la massa d’aria fredda, scontrandosi con quella più calda preesistente, genera una profonda circolazione ciclonica. Insomma, venti forti, precipitazioni diffuse e neve a quote che, in questo periodo, non dovrebbero nemmeno essere all’ordine del giorno.

La serata di Mercoledì 25 fungerà da avvertimento: i primi segnali arriveranno con venti forti e freddi al Nord, soprattutto sulle zone alpine, prealpine e il Nord-Est. Un assaggio, niente di più, di quello che seguirà.

 

Neve, grandine e il rischio gelate tardive: il pericolo maggiore

Al di là dello sbalzo termico, ovviamente il maltempo avrà la sua parte. I fenomeni più intensi colpiranno dapprima il settentrione, per poi estendersi rapidamente verso le zone centrali, raggiungendo Toscana, Umbria, Lazio e Marche. In serata le piogge raggiungeranno anche la Campania e la Sicilia, dove non si escludono temporali e locali grandinate. Tornerà anche la neve sui rilievi, con la quota destinata ad abbassarsi progressivamente fino a sfiorare i fondovalle sulle Alpi centro-orientali.

Altrove l’aria fredda si estenderà comunque, anche se con effetti meno violenti. Non ci saranno crolli di 12 gradi ovunque, questo è chiaro, ma il calo sarà percepibile da Nord a Sud, senza eccezioni.

Il pericolo più insidioso, però, arriverà dopo la sfuriata dei venti. Quando il cielo si rasserenerà di notte, con temperature già basse e suolo freddo, il rischio gelate tardive diventerà concreto. Un rischio che gli agricoltori conoscono bene, soprattutto in questa fase dell’anno, quando molte colture sono già in fiore e particolarmente vulnerabili. Le Puglie, la Basilicata, le valli interne del Centro: zone dove i frutticoltori dovranno tenere gli occhi aperti nelle notti tra Giovedì e il fine settimana.

La primavera, per ora, andrà in soffitta. Prepariamoci al freddo, perché Marzo ha ancora parecchie carte da giocare.

 

Credit

ECMWF

NCEI/GFS

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Tags: crollo temperature marzofreddo fine marzogelate tardiveirruzione polareneve bassa quotasbalzo termicovortice ciclonico
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Piero Luciani

Meteorologo e geoscientist con background in Scienze Naturali, specializzazione in meteorologia e geologia applicata. Mi occupo di modellistica atmosferica, analisi di dati meteo-climatici, nowcasting per eventi estremi e valutazioni geotecniche/geomorfologiche a supporto di infrastrutture e protezione civile. Esperienza in contesti internazionali (UK, Germania). Orientato a risultati, chiarezza dei prodotti previsionali e trasferimento alle decisioni operative. Modellistica numerica; assimilazione dati, downscaling, validazione modelli Python per data analysis (xarray, pandas) GIS (QGIS/ArcGIS Pro) Gestione progetti e divulgazione tecnica

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