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È colpa dell’anticiclone: il meccanismo dietro i temporali di fine Aprile

Antonio Romano di Antonio Romano
25 Apr 2026 - 12:30
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News
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Guardando le mappe di questi giorni, a parte le temperature decisamente anomale per la fine di Aprile, colpisce la posizione delle grandi strutture bariche sull’Europa. Un anticiclone che si sposta troppo verso nord, verso le alte latitudini, fa molto più danno di quanto sembri: lascia infatti spalancata la porta al flusso perturbato lungo il suo bordo orientale, e le conseguenze arriveranno puntualmente a partire da Martedì 28 Aprile.

 

Il vortice ciclonico alle spalle dell’anticiclone

Mentre l’Italia gode di temperature da tarda Primavera, con valori che in alcune zone richiamano più Giugno che fine Aprile, sull’Europa centro-orientale si sta formando un vasto e insidioso vortice ciclonico. Il nocciolo freddo, partito dalle latitudini settentrionali, si sta dirigendo verso il continente: si posizionerà dapprima ad est, per poi puntare in direzione del Centro Europa. La traiettoria fino a qualche giorno fa lasciava presagire un attacco frontale diretto sull’Italia, ma i modelli ECMWF e GFS nelle ultime emissioni hanno rivisto il percorso. Il nocciolo più intenso del nucleo freddo dovrebbe mantenersi oltralpe, transitandoa nord della catena alpina senza riversarsi direttamente sulla Penisola.

Attenzione però: che il freddo intenso non arrivi direttamente non significa che l’Italia resti indenne. Questa configurazione barica mette l’anticiclone in una posizione anomala rispetto alle latitudini mediterranee, aprendo un corridoio preferenziale alle correnti fresche e instabili lungo il suo fianco orientale. Sono queste correnti, scendendo dai Balcani e dall’Europa nord-orientale, a trascinare aria fresca verso l’Italia.

 

Nord e Centro nel mirino: temporali a partire da Martedì sera

Il risultato di questo scontro tra masse d’aria sarà una fase di marcata instabilità temporalesca che coinvolgerà in primo luogo le regioni settentrionali. Piemonte, Lombardia e il Triveneto saranno le aree più esposte, con i primi temporali già a partire dalla giornata di Martedì 28 Aprile. Il meccanismo è quello classico della Primavera avanzata: il suolo e i bassi strati dell’atmosfera sono ancora surriscaldati dalla precedente ondata di caldo, l’aria fresca arriva in quota, il contrasto verticale diventa esplosivo. Temporali energetici, localmente anche di forte intensità, con grandinate che in questa stagione possono presentarsi anche con chicchi di dimensioni rilevanti.

Il peggioramento si estenderà progressivamente verso il Centro Italia negli ultimi giorni di Aprile. Le regioni meridionali, almeno in questa fase, vivranno una dinamica opposta: con le correnti meridionali che attiveranno un flusso caldo che potrebbe addirittura far registrare un ulteriore aumento termico temporaneo. Una situazione apparentemente paradossale, ma tutt’altro che rara in queste configurazioni di blocco meridiano.

 

Perché questa posizione dell’anticiclone è considerata anomala

Gli anticicloni settentrionali, tra la Scandinavia e le Isole Britanniche, si sviluppano più facilmente nei mesi invernali che in quelli primaverili. Ma durante questa primavera questo schema che vede gli anticicloni “fuggire” verso nord è già comparso più volte più volte specialmente nel mese di Aprile e ha determinato la variabilità estrema che stiamo vivendo. Inoltre, il calore accumulato in superficie durante le fasi anticicloniche africane, che pure non sono mancate, funziona da amplificatore, e ogni ingresso di aria fresca in quota trova molta più energia disponibile per sviluppare intensi temporali.

I prossimi aggiornamenti di ECMWF e GFS, daranno indicazioni più precise sull’intensità e la distribuzione dei fenomeni. Ma la direzione di marcia è ormai definita: il bel tempo del weekend della Liberazione lascerà spazio, quasi senza transizione, a una fase perturbata che promette di essere tra le più significative di questo mese già straordinario per vivacità atmosferica.

 

Credit

  • ECMWF
  • NOAA
  • Met Office
  • DWD
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Antonio Romano

Antonio Romano

Fisico dell’atmosfera e dei sistemi climatici. Laurea in Fisica (Università di Bologna, 1993); PhD in Physics (Imperial College London, Space & Atmospheric Physics Group, 1995–1998, borsa NERC). Dal 1999 lavoro su meteorologia e climatologia applicata, con esperienza in: Assimilazione dati e verifica d’ensemble Analisi di serie storiche e downscaling Previsioni meteo a supporto della ricerca e dei servizi al territorio Nel 2005 ho co-firmato uno studio sui cambiamenti climatici presentato alla European Geosciences Union (EGU) e pubblicato negli atti della conferenza. Oggi sono Research Scientist alla Rutgers University – Institute of Earth, Ocean, and Atmospheric Sciences (EOAS), dove mi occupo di previsioni e analisi del clima per progetti scientifici e applicazioni operative.

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