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Fine Aprile a rischio fiamamta africana: Sud e Isole puntano ai 30 gradi

Piero Luciani di Piero Luciani
16 Apr 2026 - 08:30
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News
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(TEMPOITALIA.IT) Una fiammata africana a fine Aprile è un’ipotesi che prende corpo, sostenuta da una configurazione che la meteorologia conosce bene: un’area di bassa pressione in Atlantico che invece che progredire verso levante affonda verso il Nord Africa richiamando aria calda dal deserto del Sahara verso il Mediterraneo. Ma quante possibilità ci sono che si realizzi entro fine Aprile?

 

La circolazione emisferica che cambia tutto

I modelli meteorologici stanno a più riprese proponendo quella soluzione, ma al momento ancora con modi e tempi differenti. Se si dovesse verificare davvero un affondo depressionario verso la Penisola Iberica e poi il Nord Africa, ecco che l’aria calda piomberebbe sull’Italia. Un meccanismo classico, rodato, che in stagioni come questa produce effetti termici considerevoli. Vale anche la pena di ricordare che, proprio in questo Aprile 2026 tutt’altro che ordinario, come già analizzato in relazione all’espansione del Vortice Polare sull’Europa, la circolazione ha già mostrato una tendenza accentuata ai blocchi e alle inversioni rapide.

 

La fiammata africana: quando, dove e quanto

Il dettaglio che vale la pena sottolineare è che si tratterebbe di un promontorio mobile, vale a dire una struttura di alta pressione di origine africana non stazionaria ma in transito. Tradotto: potente, forse anche molto, ma verosimilmente temporanea. Una fiammata intensa ma non duratura, il che ne limita l’impatto complessivo rispetto a un’ondata di caldo persistente.

Gli effetti più marcati si concentrerebbero al Centro Sud e tra le Isole Maggiori, dove la colonnina di mercurio potrebbe puntare con decisione verso i 30°C e oltre. A dare la misura dell’intensità prevista sono le proiezioni termiche in quota: a 1500 metri, quota di riferimento per la valutazione del caldo e del freddo in atmosfera, si profilano isoterme tra i 15°C e i 18°C. Valori che al suolo si traducono proprio in quelle massime eccezionali, specie nelle aree già naturalmente predisposte al surriscaldamento nelle ore pomeridiane. Un quadro che, in prospettiva, fa capire bene perché l’estate 2026 si preannuncia come una stagione fuori dal comune.

 

Il Nord potrebbe restare ai margini

Sul Nord la situazione appare più incerta. La maggiore ingerenza di aria fresca di origine oceanica potrebbe tenere questa parte del Paese al riparo dagli eccessi termici, almeno parzialmente. Non è però un’esclusione garantita: tutto dipenderà dalla traiettoria esatta che il promontorio anticiclonico seguirà nella sua risalita verso il Mediterraneo. Traiettoria che i modelli, per ora, non hanno ancora definito con precisione sufficiente.

 

La stagione dei temporali è già entrata in scena

In parallelo, e in modo quasi indipendente da questa evoluzione termica, si sta affermando la stagione dei temporali. L’energia in atmosfera cresce con le temperature, e il contrasto tra le masse d’aria fredda ancora presenti in quota e l’aria calda nei bassi strati alimenta celle temporalesche sempre più frequenti. Un tema che accompagnerà questa primavera fino alla sua conclusione, con episodi che potrebbero intensificarsi proprio nei giorni di maggiore caldo, quando l’instabilità convettiva trova le condizioni ideali per scaricarsi. Il freddo atteso intorno al 20 Aprile e la successiva possibile risalita africana di fine mese rischiano insomma di creare un contrasto termico favorevole proprio a fenomeni intensi.

Per ora si attende. I modelli parlano chiaro, ma la parola definitiva spetta alle prossime emissioni.

 

Credit

  • ECMWF
  • DWD
  • MetOffice

  (TEMPOITALIA.IT)

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Tags: 30 gradi centro sudalta pressione mediterraneoanticiclone africano aprilecaldo anomalo primaverafiammata caldo fine aprileisoterme 1500 metritemporali convettivi
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Piero Luciani

Piero Luciani

Meteorologo e geoscientist con background in Scienze Naturali, specializzazione in meteorologia e geologia applicata. Mi occupo di modellistica atmosferica, analisi di dati meteo-climatici, nowcasting per eventi estremi e valutazioni geotecniche/geomorfologiche a supporto di infrastrutture e protezione civile. Esperienza in contesti internazionali (UK, Germania). Orientato a risultati, chiarezza dei prodotti previsionali e trasferimento alle decisioni operative. Modellistica numerica; assimilazione dati, downscaling, validazione modelli Python per data analysis (xarray, pandas) GIS (QGIS/ArcGIS Pro) Gestione progetti e divulgazione tecnica

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