
(TEMPOITALIA.IT) Il bel tempo ha concesso una tregua più che gradita dopo le perturbazioni di inizio aprile. Gli effetti del ciclone Erminio, tuttavia, sono ancora parzialmente in azione: in Molise la situazione resta delicata, con le piogge eccezionali di quei giorni che hanno risvegliato la storica frana di Petacciato. Un quadro che rende la prossima fase perturbata ancora più seria di quanto potrebbe sembrare a prima vista.
Allargando lo sguardo all’emisfero boreale, il caos è evidente: masse d’aria fredda e perturbazioni continuano a circolare alle latitudini settentrionali, segnale inequivocabile che l’atmosfera non ha ancora trovato un equilibrio. Le belle giornate si alterneranno ancora con bruschi ritorni del maltempo, e su questo fronte ci sono già delle conferme.
Il ciclone africano in arrivo da domenica 12
A partire da domenica 12 aprile e fino a giovedì 16, un ciclone africano colmo di aria calda ed estremamente umida punta verso l’Italia. Il meccanismo alla base è quello di un profondo vortice depressionario in transito tra l’Oceano Atlantico e la Penisola Iberica che, ruotando su se stesso, richiama correnti calde dai quadranti meridionali. Una dinamica non rara per aprile, ma particolarmente insidiosa in questo frangente. Il bersaglio principale sarà il centro-sud, insieme alle Isole Maggiori: piogge diffuse, temporali, nubifragi e venti di burrasca su più di mezza Italia. La persistenza del sistema perturbato rischia di essere il vero problema, considerando che le dighe del centro-sud hanno già fatto il pieno d’acqua e i terreni montani stanno ancora smaltendo le precipitazioni recenti.
Lo scirocco porta con sé il Sahara
C’è però un elemento in più, che trasformerà questa perturbazione in un evento a tratti spettacolare e sicuramente fastidioso: lo scirocco che alimenta il ciclone trasporta con sé enormi quantità di polveri sahariane. Le particelle di sabbia del Sahara, sollevate dalle correnti meridionali, viaggiano ad alta quota e raggiungono l’Italia prima ancora che le piogge facciano la loro comparsa. Già da venerdì l’invasione di polvere sarà in atto: i cieli assumeranno tonalità giallastre o rossastre, soprattutto nelle ore del tramonto, quando la luce solare interagisce con le particelle sospese creando scenari suggestivi.
Le piogge sabbiose di domenica e lunedì
La massima intensità del fenomeno sahariano è attesa a partire dal pomeriggio di domenica 12, quando l’arrivo della perturbazione favorirà la deposizione al suolo del pulviscolo attraverso le precipitazioni. Le piogge trascineranno verso terra la sabbia presente in atmosfera, lasciando residui visibili su veicoli, balconi e superfici esposte. Il fenomeno durerà circa tre giorni.
Le aree più coinvolte dalle piogge sabbiose saranno le regioni del Nord-Ovest, quelle tirreniche e le Isole Maggiori, proprio dove le precipitazioni saranno più abbondanti.
La situazione a livello europeo
Vale la pena allargare la prospettiva. Questo meteo bizzarro non è un fenomeno esclusivamente italiano. In Islanda si abbattono blizzard insoliti, nelle Isole Canarie è arrivata la calima, quella densa nube di sabbia sahariana trascinata verso l’Atlantico. L’aria fredda che qualche giorno fa stazionava sull’Italia si è poi spostata verso il Sahara, innescando una tempesta di sabbia lunga oltre 1.300 km. Tutto è collegato in un sistema globale sempre meno prevedibile, dove i fenomeni che si producono a migliaia di chilometri di distanza finiscono inevitabilmente per farsi sentire anche sul Mediterraneo.






