Ce lo siamo chiesti, e abbiamo approfondito. Quali sono le influenze che possono esserci da parte della Cella di Hadley sul tempo autunnale? Per rispondere abbiamo consultato fonti scientifiche autorevoli, andando a vedere innanzitutto che cosa dicono la NOAA, il NCEP, la NASA e Copernicus. Non un titolo pescato al volo: bollettini, analisi, letteratura peer reviewed.
L’obiettivo è conoscere quelle che possono essere le caratteristiche autunnali, soprattutto da settembre inoltrato, derivanti dalla Cella di Hadley. Quella stessa che in questo momento – ve l’abbiamo già descritta in precedenza – insiste con un flusso d’aria che dalle alte quote si spinge verso i bassi strati atmosferici, incrementando sensibilmente la temperatura. Condizione atmosferica molto particolare, e soprattutto parrebbe che nell’Europa mediterranea la Cella di Hadley si sia portata verso nord. Questo non avviene solo qui, però, ma in tutto il nostro Emisfero, con modalità non identiche.
La ruota tropicale ha allargato il raggio d’azione verso nord
Ma quali possono essere le cause di questa persistenza degli anticicloni caldissimi che investono le regioni del Mar Mediterraneo, e poi anche molte aree dell’Europa occidentale? Perché è lì, in Spagna, in Francia, nel Portogallo, che si misurano ormai record di calore tutti quanti gli anni. E queste situazioni di caldo si spingono ancora più verso nord, interessano anche l’Europa centrale, e tra le altre cose sono causa anche di periodi di siccità.
Il meccanismo, in fondo, è di una semplicità disarmante. Sull’Equatore l’aria umida sale, scarica pioggia, viaggia in quota verso i poli, si raffredda e attorno ai trenta gradi di latitudine è costretta a ridiscendere. Quella discesa – i meteorologi la chiamano subsidenza, cioè aria che sprofonda e si comprime – dissolve le nubi e costruisce una fascia stabile di alta pressione. Non è un caso che proprio lì si allineino i grandi deserti del pianeta.
Il punto è che il bordo settentrionale non è una linea dipinta sulla carta. Oscilla con le stagioni e, sul lungo periodo, il boirdo settentrionale si è spostato verso nord. Le osservazioni degli ultimi quarant’anni indicano una migrazione verso latitudini più elevate dell’ordine di mezzo grado per decennio, con scarti anche sensibili a seconda della metodologia adottata. Sembra poco, mezzo grado. Ripetuto decennio dopo decennio, però, significa spostare di parecchie centinaia di chilometri il confine tra chi riceve le perturbazioni atlantiche e chi le vede sfilare a nord.
E c’è un dettaglio che merita attenzione, perché riguarda proprio la stagione di cui stiamo parlando: la letteratura più recente segnala che l’espansione non è uniforme durante l’anno, ma tende a raggiungere il massimo nei mesi autunnali. Insomma, l’autunno è la finestra in cui questa situazione raggiunge il picco.
Un mare che non ha alcuna intenzione di raffreddarsi
L’autunno è dietro l’angolo, in realtà quello meteorologico ovviamente, perché per quanto riguarda quello astronomico dovremmo attendere circa un mese. La decadenza della stagione estiva è inevitabile ed è anche una conseguenza astronomica, perché avremo sempre una riduzione della durata delle ore di sole e quindi una minore radiazione. Non solo: il sole si abbassa sull’orizzonte, teoricamente dovrebbe diventare man mano meno caldo.
Ma attenzione, dall’altra parte abbiamo un Mar Mediterraneo straordinariamente caldo, che segna temperature nei mari italiani in amplissime aree di 32°C. Valori veramente incredibili, inimmaginabili, temperature dei tropici. Chi va al mare mi dice: sembra l’acqua che ho trovato in spiaggia a Miami, quasi l’acqua di Dubai. Tanto per dire, insomma. Il mare è caldissimo.
Questo mare caldo influenzerà sicuramente l’autunno e anche l’inverno, a meno che ovviamente non vi siano degli stravolgimenti oggi non prevedibili. E non ce ne sono, di stravolgimenti capaci di capovolgere la situazione.
Tre mesi di aria fredda? Fantascienza
Dovremmo avere tre mesi di correnti settentrionali fredde, cioè anomalie di temperatura di 3°C o 4°C sotto la norma. Ma questo è fantasia, fantascienza. Rischiamo invece di avere lunghi periodi con temperature sopra la media e solo brevi fasi con valori attorno alla media o appena sotto. È lo stesso quadro che emerge dalle tendenze stagionali per settembre, ottobre e novembre: un primo mese autunnale dal sapore ancora estivo, poi una progressiva riapertura della porta atlantica.
C’è però un aspetto che non va sottovalutato, e riguarda la distribuzione delle piogge nel trimestre. Un’area marina così calda è un serbatoio di vapore e di energia potenziale. Quando le prime saccature affonderanno, il contrasto termico farà il resto.
I settembre che ci hanno sorpreso
Però c’è anche da dire questo: i mesi di settembre degli ultimi due anni hanno visto episodi da segnalare, impulsi di aria fredda proveniente dalla Siberia. Attenzione, non aria gelida, non quella che si chiama Burian invernale, bensì correnti che provenivano proprio da quelle aree dove durante i mesi invernali quel vento porterebbe ondate di gelo e anche nevicate.
Nel 2025, circa un anno fa, la neve è caduta nei Balcani a bassa quota, quasi in pianura, a causa proprio di questa corrente. L’evento atmosferico è avvenuto a fine mese. Nel 2024, invece, si era verificato attorno a metà mese e aveva portato un abbassamento della temperatura in Italia, con nevicate a quote basse oltre le Alpi.
Tutto sommato non era un evento gelido. Perché anche in Siberia faceva caldo, c’erano temperature molto anomale che hanno portato addirittura dei record di settembre nelle aree della Russia siberiana e del Circolo Polare Artico. Insomma, non c’erano le caratteristiche per avere vere ondate di freddo. Eppure a settembre questi eventi sono arrivati lo stesso.
Che cosa lascia in eredità la Cella di Hadley
Torniamo dunque alla Cella di Hadley e cerchiamo di intercettare quelle che possono essere le influenze sul clima mediterraneo. La letteratura è concorde su un punto: con il Riscaldamento Globale le alte latitudini si scaldano più in fretta dei tropici, il contrasto termico fra polo ed equatore si riduce, la corrente a getto subtropicale perde mordente e la cella può spingersi più avanti prima di incontrare un ostacolo. Meno freno, più corsa.
Su scala interannuale, poi, entrano in gioco i modi di variabilità naturale. El Niño e la AO, l’Oscillazione Artica, spiegano da soli una quota consistente dello spostamento del bordo settentrionale: una fase di La Niña e una AO positiva tendono a spingerlo più a nord, il contrario lo riporta verso sud. Ecco perché conviene tenere d’occhio anche che cosa combinerà El Niño tra autunno e inverno.
Un avvertimento, però, va messo nero su bianco. Sarebbe comodo spiegare tutto con una sola causa, e sarebbe sbagliato. Sul bacino del Mediterraneo pesa anche l’ingerenza della depressione termica sahariana, le ondulazioni della corrente a getto, l’aridità dei suoli che una volta asciutti smettono di raffreddare per evaporazione. La Cella di Hadley è un pezzo del puzzle, non il puzzle intero.
Resta il fatto che il suo baricentro si è spostato verso nord. E quando cambia il punto in cui l’aria scende, cambia tutto quello che sta sotto: le piogge, i venti, il calendario delle stagioni. L’autunno che ci aspetta, con ogni probabilità, sarà ancora a lungo sotto il segno del promontorio nordafricano, intervallato da rotture brusche e violente. Con un mare che può diventare – teoricamente – una bomba ad orologeria, ed esplodere in super burrasche al minimo impulso d’aria oceanica.
E come si sa, in autunno, prima o poi, si presenteranno periodi con flussi d’aria più fresca e umida, e questo darà la miccia a quella che è la bomba mediterranea. Ma nessuno di noi conosce quando succederà. Si, ora nel brevissimo termine sappiamo che forti temporali si abbatteranno nel Nord Italia ad iniziare da domani, 20 agosto, e che una massa d’aria rovente investirà il Centro e Sud Italia, la Sicilia e la Sardegna, sempre per effetto delle anomalie descritte, ma come dicevo, la stagione è prossima alla decadenza, ed ogni giorno è buono per avere un drastico cambiamento di circolazione atmosferica, anche se in questo 2026 mi sembra molto difficile che questo avvenga prima di un mese, come prospettato dall’autorevole Centro Meteo Europeo.
Credit
- AGU, Geophysical Research Letters – Il vapore acqueo stratosferico e l’espansione verso i poli della circolazione di Hadley in autunno
- npj Climate and Atmospheric Science (Nature) – Che cosa controlla la variazione dell’estensione della Cella di Hadley nell’emisfero boreale
- NOAA Institutional Repository – Espansione della Cella di Hadley nei modelli CMIP6
- AMS, Journal of the Atmospheric Sciences – Le interazioni con le medie latitudini espandono la circolazione di Hadley