Quanto potrà salire il termometro nei prossimi giorni
Si parla del fatto che farà caldo nei prossimi giorni, ma la domanda che alla fin fine dobbiamo porci è un’altra: quanto potrebbe fare caldo? Chi ha la possibilità di osservare le previsioni meteo attraverso lo smartphone o altri dispositivi avrà visto che c’è qualche modifica giorno per giorno sulle temperature previste in qualche località, improvvisamente addirittura appare anche l’avviso di un temporale. Ma quello che ci accomuna un po’ tutti è che vediamo salire quell’asticella del termometro gradualmente, oltre quel valore che ci saremmo attesi per la prima decade di settembre.
A contribuire a questo fenomeno è ancora una volta lui, l’anticiclone africano, ovvero una sorta di concause associabili all’alta pressione nordafricana che generano una compressione dell’aria nei bassi strati dell’atmosfera, e questa di conseguenza la riscalda. Siamo però anche in un periodo in cui ormai questa povera atmosfera è bella che satura di umidità, perché il caldo ce lo portiamo appresso da fine maggio: i mari si sono surriscaldati e rilasciano con l’evaporazione quantità immani di vapore che stanno raggiungendo anche le località interne. Ecco perché si sente, si percepisce soprattutto quando la temperatura sale, una sensazione di afa. Buona parte dell’Italia non ha infatti un caldo torrido, bensì un caldo afoso, e il caldo afoso tenderà ad aumentare perché sale la temperatura. Sarà pur vero che ci sarà qualche temporale sparso in alcune località, e quei temporali potranno essere violenti, con violentissimi scrosci di pioggia e anche di grandine localmente: in questi casi ci sarà un locale calo della temperatura per alcune ore, ma poi il caldo tornerà, come ci ricorda l’andamento delle ultime settimane.
I picchi previsti: 38°C al Sud, 36°C in molte città
Questa calura, secondo i modelli matematici, potrebbe raggiungere valori molto superiori alla media. Si stimano temperature fino a 38°C al Sud Italia, ma anche in qualche località del Centro Italia, come ad esempio le vallate del fiume Tevere e le basse vallate dell’Umbria, zone peraltro molto interne. I 36°C sono invece previsti in numerosissime località come picco massimo raggiungibile: sono tra le altre cose valori approssimativi, ma città come Roma, Firenze, Napoli, Bologna e Catania potrebbero toccare quota 36°C. A questo punto, appena sotto ci sono ancor più località: i 35°C che potrebbero essere raggiunti in molti centri urbani, così come i 34°C e i 33°C. Per la cronaca, i 34°C potrebbero essere toccati anche nelle metropoli come Milano e Torino, e le proiezioni sui picchi di questo mese non lasciano intravedere cedimenti immediati.
Notti super tropicali nelle grandi aree urbane
Le grandi aree urbane come Milano, Torino, Napoli e Roma saranno dunque soggette a temperature elevatissime, che andranno poi a trasferirsi anche nei valori notturni, i quali rischiano di risultare molto alti a causa del fatto che il calore nelle città viene trattenuto e rilasciato molto, molto lentamente, soprattutto sulle regioni settentrionali. Il rilascio è altrettanto lento lungo le coste, anche perché il mare è caldissimo: abbiamo bacini con temperature attorno ai 30°C, una condizione ormai strutturale del Mediterraneo. Il refrigerio notturno, diciamo, sostanzialmente non ci sarà, anche se l’escursione termica nelle zone interne si fa sentire con minime che scendono sotto i 20°C, soprattutto nelle vallate e in alcune pianure: lì si possono avere quelle condizioni ideali per cui, almeno per alcune ore, farà fresco, un fresco comunque accompagnato da un alto tasso di umidità.
Ci sono città dove all’interno dell’area urbana la temperatura non scende sotto i 20°C, se non occasionalmente, da fine maggio e dai primi di giugno: significa che hanno notti tropicali urbane, anche perché nelle aree esterne alla città il termometro riesce ancora a scendere sotto quella soglia. La cosa più preoccupante è che in alcune aree urbane, con questa nuova fase di caldo, avremo minime che non scenderanno sotto i 25°C, e quindi parliamo di notti super tropicali generate dall’isola di calore.
Un’anomalia che sarebbe eccezionale anche ad agosto
Insomma, viviamo una situazione meteorologica che può essere più tipica della prima decade di agosto degli ultimi anni, peraltro già anomala di suo, e che si sta trasmettendo alla prima decade di settembre: tanto è forte quest’anomalia. Penso di essere stato molto chiaro, ma lo ripeto: l’anomalia meteorologica di questa prima decade di settembre sarebbe anomala anche se la vivessimo nella prima decade di agosto. Sì, ho detto proprio questo.
Questo vuol dire che la calura sarà veramente eccessiva. Non è un caldo record, ma è una calura difficilmente riscontrabile nel passato per durata, perché questa ondata di temperature sopra la media è iniziata alla fine di maggio e si è interrotta solo in casi isolati, in alcune aree e temporaneamente, per tutta l’estate. Abbiamo quindi un grande caldo che non vuole finire più, con un picco che ha già segnato l’ultima decade del mese scorso.
Temporali violenti alimentati da un’energia smisurata
Il tema portante è dunque uno solo: il grande caldo, un caldo che sembra non voler andare via, un tema ormai discusso da tutti. C’è anche chi ha proposto di spostare la data di apertura delle scuole, e restano in vigore le norme che vietano il lavoro all’aperto quando le temperature raggiungono una certa soglia, soglia che purtroppo verrà raggiunta ancora una volta. Ed è un caldo che, quando ci lascerà, potrebbe essere accompagnato da furiosi temporali: fenomeni che in maniera molto irregolare si presenteranno nel corso della prima decade di settembre un po’ tutti i giorni, qua e là, con aree temporalesche anche estese capaci di produrre eventi meteorologici estremi.
Il motivo è semplice: c’è un’energia a disposizione smisurata, quella delle temperature elevate, dell’umidità atmosferica molto alta e del fatto che questa umidità viene continuamente alimentata dal mare rovente. I temporali marittimi nel Mediterraneo diventano veri mostri di maltempo proprio per questa ragione. Sostanzialmente, peggio di così non si potrebbe stare all’inizio di settembre.
Cosa aspettarsi verso l’autunno
Da qui si arriva a quella serie di situazioni atmosferiche che porteranno alla fase di cambiamento verso l’Autunno, sempre che questo si presenti davvero alla porta e non ci piombi addosso improvvisamente un meteo più invernale. Può anche capitare che tutto settembre rimarrà con temperature sopra la media, molto caldo, con brevi fasi temporalesche, e che persino ottobre inizi con valori superiori alla norma: uno scenario tutt’altro che remoto. Viviamo purtroppo in un’epoca in cui il caldo è la predominante, però allo stesso tempo ci sono aree che vivono anche fasi di freddo, perciò non possiamo dire che avremo caldo all’infinito: potremmo essere soggetti, eccezionalmente, anche a condizioni con temperature sotto la media. Al momento, però, questo non è prevedibile.
Credit
- Copernicus Marine Service – Persistent ocean warmth and expanding marine heatwaves
- Mercator Ocean International – Marine Heatwave Bulletin
- ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts