Da giorni l’alta pressione domina non solo l’Italia ma gran parte dell’Europa centrale, fino alla Scandinavia. Un robusto anticiclone si allunga dal Nord Africa fino alle alte latitudini europee e fa da barriera: tiene lontane le perturbazioni dalla Penisola e le costringe a scaricare altrove la loro energia. Le correnti atlantiche si scontrano con questo blocco e il maltempo si concentra a ovest, sulla Francia meridionale, dove nelle ultime ore si sono verificati nubifragi di eccezionale violenza.
Temporali stazionari sulla Francia, oltre 220 millimetri a Montpellier
I temporali stazionari che si sono formati sulla bassa Francia hanno colpito soprattutto la zona di Montpellier. In poche ore sono caduti enormi quantitativi di pioggia, con picchi oltre i 220 millimetri su un territorio molto esteso. Le alluvioni lampo e le esondazioni hanno interessato un’ampia area, mentre in città si contano allagamenti diffusi e danni ingenti. In alcune località del sud della Francia sarebbero caduti sino a 500 mm di pioggia.
In Italia questo tipo di fenomeno è ben noto. Le precipitazioni localizzate ma estreme, capaci di provocare allagamenti e piene improvvise, colpiscono spesso settori esposti come Liguria, Toscana e Sardegna. Questa volta il bersaglio è stato il territorio francese, esposto alle correnti più fresche da ovest, mentre poco più a est, sull’Italia, l’alta pressione di blocco non si sposta da giorni e resterà salda almeno fino al fine settimana.
Perché l’alta pressione funziona come un muro
Il meccanismo dipende dalla natura dell’anticiclone. Non si tratta di una figura mobile, destinata a scorrere verso est lasciando spazio alle perturbazioni, ma di un super anticiclone di blocco che occupa stabilmente il cuore del continente. Le masse d’aria fresca e umida in arrivo da ovest vanno a sbattere contro questa struttura e restano a lungo sulla stessa area.
Così nascono i temporali autorigeneranti: celle che si riformano continuamente nello stesso punto e scaricano piogge torrenziali sempre sulle stesse zone. Il blocco protegge l’Italia dalle perturbazioni ma, al suo margine occidentale, crea le condizioni per fenomeni di grande intensità.
Il Mediterraneo caldo alimenta i nubifragi
A rendere la situazione ancora più critica contribuisce il Mar Mediterraneo, molto più caldo del normale. Il sistema temporalesco ha preso forza proprio sopra il mare, in una delle zone con le anomalie termiche più marcate di tutto il bacino, tra il Golfo del Leone e le coste della Francia meridionale. Poco più di un mese fa, in quest’area, l’acqua superficiale arrivava fino a 8°C oltre le medie del periodo.
Quell’enorme quantità di energia termica e di umidità diventa carburante per i temporali, che possono scaricare in poco tempo accumuli di pioggia imponenti. È lo stesso serbatoio di calore che nelle prossime settimane potrebbe alimentare fenomeni intensi anche sulle coste italiane.
In Italia un’ottobrata da fine estate
Per l’Italia l’inizio di ottobre si presenta del tutto anomalo. L’anticiclone respingerà gli attacchi delle perturbazioni e nel prossimo fine settimana potrebbe addirittura rinforzarsi, mantenendo un caldo da fine estate. Ci saranno solo lievi infiltrazioni atlantiche sulle regioni settentrionali, legate alla perturbazione bloccata sull’Europa occidentale, e qualche flusso d’aria un po’ più fresca da est sull’estremo Sud, senza conseguenze di rilievo.
Le temperature resteranno stabili e sopra la norma, con anomalie fino a 6-8°C soprattutto al Nord Italia, dove le massime arriveranno a 26-27°C. Al Centro e al Sud i valori saranno ancora più alti, con punte locali intorno ai 30°C e oltre. L’anomalia è ancora più evidente in quota: lo zero termico sale fino a 4000 metri. Il caldo si sentirà soprattutto nelle ore centrali, sostenuto da masse d’aria subtropicale, mentre cielo sereno e clima mite faranno dei primi giorni del mese una vera ottobrata.
Dal 6-7 ottobre l’anticiclone perde forza, arrivano le perturbazioni
I modelli matematici più recenti, a partire da ECMWF e GFS, prolungano la fase di caldo fuori stagione. Il momento in cui l’anticiclone subtropicale lascerà definitivamente il Mediterraneo non è ancora chiaro, ma a partire da martedì 6 e mercoledì 7 ottobre si nota un cambiamento del pattern meteo europeo, con un primo indebolimento dell’alta pressione.
In una prima fase l’Italia resterà ancora in parte protetta, ma l’atmosfera diventerà più instabile, anche per la spinta del mare molto caldo. Alcune elaborazioni indicano un’evoluzione più movimentata, con possibili ciclogenesi mediterranee e il ritorno di piogge anche insistenti dall’8 ottobre sulle regioni più esposte. Sono scenari ancora da confermare, ma il rischio di passare bruscamente da un estremo all’altro è concreto: ciò che è accaduto a Montpellier mostra cosa può produrre un mare così caldo quando l’aria fresca riesce a raggiungerlo. Per almeno un’altra settimana, comunque, l’autunno resterà bloccato dall’anticiclone.
Credit
- EU Space Programme / Copernicus – Marine heatwave conditions persist in the western Mediterranean
- Météo-France – Vigilance météorologique
- ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts