(TEMPOITALIA.IT) La sabbia del Sahara che oggi, 28 agosto, raggiunge l’Italia e in particolare la Sardegna, è il risultato di un meccanismo atmosferico complesso che lega il deserto africano al clima del Mediterraneo e dell’Atlantico.

Il fenomeno ha origine nel cuore del Sahara, dove le masse d’aria calda e secca vengono sollevate da forti correnti ascensionali. I venti, spesso innescati da depressioni o da sistemi di alta pressione che si sviluppano tra il Nordafrica e l’Europa meridionale, riescono a trasportare enormi quantità di polvere minerale in quota, a diversi chilometri di altezza. Una volta sospesa nell’atmosfera, la sabbia può viaggiare per migliaia di chilometri, trasportata dalle correnti sud-occidentali o meridionali.

Quando queste correnti raggiungono il Mar Mediterraneo, la polvere sahariana si mescola con masse d’aria più umide. È in questo momento che, in presenza di precipitazioni, i granelli di sabbia cadono al suolo dando origine alle cosiddette piogge “sporche”, che lasciano depositi rossastri su auto, strade e abitazioni. Nei casi in cui non ci siano piogge, la polvere resta sospesa e rende il cielo lattiginoso, con una riduzione della visibilità.
Il trasporto di sabbia è spesso associato a ondate di calore. Questo perché le correnti che sollevano e spingono la polvere verso nord sono le stesse che portano aria calda subtropicale sull’Europa. È il motivo per cui eventi come quello che oggi interessa la Sardegna coincidono con giornate di caldo anomalo.
Un caso particolarmente noto si osserva nelle Isole Canarie, dove il fenomeno prende il nome di Calima. Qui la vicinanza geografica al deserto fa sì che l’arrivo della polvere sia più frequente e intenso rispetto al Mediterraneo. Durante la Calima alle Canarie, l’aria si riempie di particelle fini che non solo limitano la visibilità, ma possono avere anche conseguenze sulla salute respiratoria della popolazione.
In sintesi, l’incontro tra la sabbia del Sahara e i sistemi di circolazione atmosferica trasforma un deserto lontano in un protagonista diretto delle condizioni meteorologiche di vaste aree dell’Europa meridionale e dell’Atlantico orientale.
Fonti Scientifiche Autorevoli:
- NASA Earth Observatory – Dust and Haze Studies
- World Meteorological Organization (WMO) – Atmospheric Dust Transport
- National Center for Atmospheric Research (NCAR) – Climate Dynamics
- European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF) – Atmospheric Modeling
- Copernicus Atmosphere Monitoring Service (CAMS) – Air Quality and Dust Monitoring
- Barcelona Supercomputing Center – Atmospheric Dust Modeling
- NOAA Climate.gov – Saharan Dust Transport
- Nature Climate Change Journal – Desert Dust and Climate Impact Studies







