(TEMPOITALIA.IT) Ci siamo. Il noto fenomeno meteo della Niña si prepara a stravolgere gli equilibri mondiali. Sebbene si verifichi dalla parte opposta del pianeta, le sue conseguenze si faranno sentire su scala globale. In realtà già dal mese di novembre, che appare destinato a essere caratterizzato da una notevole instabilità.
Di cosa stiamo parlando?
La Niña ed El Niño, due termini tecnici che stanno prendendo piede, fanno parte dell’oscillazione ENSO (El Niño-Southern Oscillation), un sistema climatico complesso derivante dall’interazione continua tra atmosfera e oceano. Diamo alcuni dettagli.
Quando le acque del Pacifico registrano temperature anomale (molto sopra o molto sotto la media) l’equilibrio termico del pianeta si altera e cambia, almeno in parte, la circolazione atmosferica globale. Basti pensare che ci possiamo aspettare un cambiamento nella distribuzione delle piogge, dei venti e delle correnti aeree su scala planetaria.
L’arrivo confermato della NiñaSecondo
le più recenti analisi della NOAA, le acque superficiali del Pacifico stanno mostrando un rapido raffreddamento, confermando l’avvio del fenomeno. Vi invitiamo a leggere questo link. In linea generale, quando parte la Nina, le aree tropicali e subtropicali risentono fortemente della sua presenza.
Nel Sud-Est asiatico aumenta la frequenza dei monsoni, spesso responsabili di inondazioni catastrofiche. Al contrario, alcune regioni come l’America occidentale, il Golfo del Messico e l’Africa nord-orientale subiscono periodi di siccità prolungata. Anche gli Stati Uniti vengono interessati in maniera ingente. Difatti negli Usa questo fenomeno è molto ben studiato.
Cosa succede in Europa
Al di là di quello che possa accadere altro, a noi interessa che cosa può capitare in in Europa. In linea generale, quando capita una fase forte di Nina gli diventano inverni più instabili e freddi, specialmente nell’Europa centrale e settentrionale. Alcuni studi hanno osservato che la Niña aumenta la probabilità di incursioni di aria artica verso sud, ma ciò non è detto che colpisca prettamente la nostra zona.
E in Italia?
Per quanto riguarda l’Italia, le proiezioni del Centro Europeo indicano una maggiore quantità di piogge nei mesi autunnali. Pare proprio che tra la seconda metà di ottobre e novembre potrebbero svilupparsi nel Mediterraneo frequentissime perturbazioni.
Forse anche qualche ciclone, capaci di generare nubifragi e piogge molto diffuse. Ovviamente è impossibile parlare ora di previsioni meteo. Sappiamo solo che se gli scenari saranno confermati ci aspetta un bimestre particolarmente ricco di perturbazioni. A cominciare da fine ottobre in poi.
DOMANDE IMPORTANTI
Che cos’è la Niña?
La Niña è un fenomeno climatico che fa parte dell’oscillazione ENSO e si manifesta con un raffreddamento anomalo delle acque del Pacifico equatoriale.
Quali sono gli effetti principali della Niña a livello globale?
Può alterare la circolazione atmosferica, modificando la distribuzione delle piogge, dei venti e delle correnti su scala planetaria.
Come influisce la Niña sul Sud-Est asiatico?
Aumenta la frequenza dei monsoni, spesso all’origine di inondazioni devastanti.
Quali regioni rischiano siccità durante la Niña?
Tra le più colpite ci sono l’America occidentale, il Golfo del Messico e l’Africa nord-orientale.
Gli Stati Uniti come vengono interessati dalla Niña?
Negli USA il fenomeno è molto studiato perché può provocare gravi impatti su clima e agricoltura.
In Europa quali conseguenze porta la Niña?
Può determinare inverni più freddi e instabili, soprattutto nell’Europa centrale e settentrionale.
Che ruolo ha l’Italia nello scenario Niña?
Le proiezioni indicano un aumento delle piogge in autunno e un rischio maggiore di perturbazioni.
Sono possibili cicloni in Italia durante la Niña?
Sì, nel Mediterraneo potrebbero formarsi cicloni capaci di causare nubifragi e piogge diffuse.
Quando potrebbero manifestarsi gli effetti più evidenti in Italia?
Tra la fine di ottobre e novembre, con un bimestre caratterizzato da forte instabilità.
Alcuni dettagli utili
Il nostro team di esperti ha redatto l’articolo consultando gli autorevoli scenari del modello ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) e confrontandoli con quelli emessi da Global Forecast System (GFS) per le previsioni meteo. (TEMPOITALIA.IT)










