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Home A La notizia del Giorno

Geologi svelano il mistero del nucleo interno della Terra: ecco la chiave mancante

Andrea Meloni di Andrea Meloni
01 Ott 2025 - 10:25
in A La notizia del Giorno, Magazine
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(TEMPOITALIA.IT) Un gruppo di studiosi delle università di Oxford, Leeds e University College London ha svelato un tassello fondamentale sulla chimica del nucleo terrestre, riuscendo a spiegare in che modo il cuore del nostro pianeta abbia iniziato a solidificarsi milioni di anni fa. La loro ricerca, pubblicata su Nature Communications, evidenzia il ruolo decisivo del carbonio, elemento senza il quale il nucleo interno forse non sarebbe mai esistito.

 

 

Secondo lo studio, la cristallizzazione del nucleo avrebbe richiesto la presenza di circa 3,8% di carbonio, una quantità superiore a quella stimata finora. Questo risultato suggerisce che il carbonio non solo sia più abbondante nel nucleo di quanto si credesse, ma che sia stato essenziale nell’avvio del processo di solidificazione. Al centro della Terra si trova infatti una massa densa e compatta, ricca di ferro, che continua a crescere man mano che l’anello esterno, composto da ferro fuso, perde calore e solidifica. Ma il vero enigma era sempre stato capire come questo meccanismo fosse iniziato.

 

Il raffreddamento del nucleo non dipende unicamente dalla temperatura: ciò che conta è la composizione chimica. Il ferro liquido, come le gocce d’acqua nelle nuvole, deve subire un fenomeno di superraffreddamento prima di trasformarsi in solido. Secondo le vecchie teorie, per un nucleo composto da solo ferro sarebbero serviti tra 800 e 1000 °C di superraffreddamento. Ma un simile calo avrebbe prodotto un nucleo interno enorme e avrebbe fatto collassare il campo magnetico terrestre, cosa che non è mai avvenuta. I modelli più recenti indicano invece un abbassamento massimo di circa 250 °C sotto il punto di fusione.

 

Per chiarire questo mistero, i ricercatori hanno utilizzato simulazioni atomiche al computer, ricreando pressioni e temperature estreme simili a quelle presenti a migliaia di chilometri di profondità. Sono stati presi in considerazione gli effetti di elementi come silicio, zolfo, ossigeno e carbonio, tutti potenzialmente dissolti nel nucleo durante la lunga storia della Terra.

 

Le simulazioni hanno mostrato un risultato inatteso: silicio e zolfo rallentano la solidificazione, aumentando la quantità di superraffreddamento necessario. L’opposto accade con il carbonio, che accelera la formazione dei primi cristalli. Inserendo nei calcoli un contenuto di carbonio pari al 2,4% della massa del nucleo, il superraffreddamento richiesto scendeva a circa 420 °C, ancora troppo elevato. Ma con una percentuale del 3,8%, il valore si riduceva a 266 °C, un risultato finalmente compatibile con le dimensioni reali del nucleo interno.

 

Questa scoperta implica che il carbonio sia stato l’elemento determinante per la nascita del nucleo solido, avvenuta senza “semi di nucleazione”, quei minuscoli granelli che nell’acqua favoriscono la formazione di ghiaccio o grandine. Nel caso terrestre, infatti, ogni potenziale seme noto si sarebbe dissolto o fuso a quelle condizioni estreme.

 

Il dottor Alfred Wilson, autore principale della ricerca presso la School of Earth and Environment dell’Università di Leeds, ha spiegato come i processi osservati su scala atomica possano cambiare la nostra comprensione della struttura del pianeta. “Studiare come si è formato il nucleo interno – ha affermato – non significa soltanto guardare al passato della Terra, ma anche intravedere la chimica di una regione irraggiungibile e immaginare come potrebbe evolvere in futuro”.

 

La comunità scientifica dibatte da decenni sull’età del nucleo interno, oscillando tra chi lo colloca oltre due miliardi di anni fa e chi ipotizza una formazione molto più recente, inferiore al mezzo miliardo di anni. Con queste nuove informazioni sul contenuto di carbonio, il quadro si fa più chiaro e ci avvicina a una comprensione più precisa delle sue proprietà chimiche e fisiche. Questi risultati potrebbero anche influenzare la nostra comprensione dei processi climatici e delle dinamiche atmosferiche che hanno plasmato il nostro pianeta nel corso di milioni di anni.

 

Credits

  • Nature Communications – University of Oxford, Leeds, University College London (2025)
  • Carnegie Institution for Science – Earth & Planets Laboratory – Core crystallization research
  • California Institute of Technology – Division of Geological and Planetary Sciences – Planetary core formation studies
  • MIT Earth, Atmospheric and Planetary Sciences – Geophysical modeling research
  • University of Cambridge – Department of Earth Sciences – Core thermal evolution studies
  • USGS Earthquake Hazards Program – Seismic core studies
  • European Space Agency – Swarm Mission – Magnetic field observations

  (TEMPOITALIA.IT)

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Tags: campo magnetico terrestrecarbonio nucleocristallizzazione nucleoferro liquidoNature Communicationsnucleo terrestreOxford Leeds UCLsimulazioni atomichestruttura pianetasuperraffreddamento
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Andrea Meloni

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Sono fondatore, editore e responsabile di numerosi portali meteorologici, italiani e internazionali. Oltre che ti siti web di marketing e visibilità, blog personali di nicchia. La mia avventura nel mondo digitale è iniziata nel 1995, quando pubblicai i primi articoli meteorologici in lingua italiana sui portali dell’epoca. Per questo motivo sono stato definito tra i veterani del web. Dopo aver sfiorato l’ingresso all’Accademia Aeronautica, ho intrapreso un percorso formativo alternativo che mi ha permesso di costruire una solida competenza nel campo della meteorologia. Dal 2000 mi occupo di sviluppo di previsioni meteo, progettazione di servizi dedicati alla meteorologia e marketing. La mia formazione precedente mi ha inoltre consentito di acquisire una visione ampia e multidisciplinare. La scuola mi ha fornito strumenti importanti, ma quelli più validi si sono rivelati quelli acquisiti da autodidatta, grazie a un interesse costante per l’innovazione e per la creazione di soluzioni nuove ed esclusive. Ho fondato il primo giornale meteorologico online italiano, da qui anche altri, recensito alla fine degli anni Novanta nel CD Internet no problem de La Repubblica e citato anche da altre testate nazionali. Nel corso degli anni ho creato servizi meteorologici per realtà di rilievo, curando previsioni e analisi per gruppi editoriali e aziende di primo piano come RCS – Corriere della Sera, Libero Quotidiano, ENI Italgas, Siemens, TIM, Eutelia, società autostradali, aziende del settore delle energie rinnovabili, società di navigazione, istituti di ricerca di mercato, compagnie assicurative e molte altre realtà italiane ed estere. Creato le previsioni meteo per località per tutto Italia e tutto il Mondo assieme ad un programmatore nel 2000. Quindi, sviluppato con lui modelli matematici di previsione, e poi altri software non meteo, spesso dedicati al marketing delle Aziende. Mi sono occupato anche della gestione contrattuale e della realizzazione di siti web per i clienti, sviluppando, attraverso la mia agenzia web, le sezioni meteo dei principali quotidiani italiani, attività che dopo il 2013 ho deciso di non gestire più direttamente. Ho inoltre creato il servizio Report Grandine, un prodotto di alta qualità destinato ad aziende che hanno poi generato fatturati per decine di milioni di euro, sia in Italia sia all’estero. Ogni sito meteo da me fondato è di mia proprietà fin dall’inizio ed è stato gestito tramite aziende create appositamente, da solo o insieme a partner. Negli ultimi anni ho ampliato i miei interessi professionali, dedicandomi anche ai servizi per il turismo (da qui vari viaggi esplorativi), allo sviluppo software e alle strategie avanzate di SEO e SEM per imprese di diversi settori. Parallelamente, ho approfondito e applicato le potenzialità dell’intelligenza artificiale avanzata, ambito nel quale opero oggi come consulente e imprenditore. Attualmente sono impegnato nell’innovazione digitale e mi sto specializzando nella visibilità sul web, con una particolare attività di ricerca nel settore di Google Discover e il Mondo Google e dei Social Network. La mia propensione, tuttavia, resta quella di essere sempre attivo e creativo, senza limitare le mie attività e le mie ricerche a quanto qui esposto.

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