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Canarie: venti a 100 km/h, neve sul Teide e l’eterna Primavera che cambia

Giovanni De Laurentis di Giovanni De Laurentis
28 Mar 2026 - 15:52
in A La notizia del Giorno, A Scelta della Redazione, Cronaca Meteo
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Santa Cruz de Tenerife sotto un forte temporale

(TEMPOITALIA.IT) La tempesta Therese è stata una potente depressione atlantica che ha colpito duramente le Isole Canarie nel Marzo 2026, con venti vicino ai 100 km/h, piogge eccezionali e neve in quota, inserendosi in un inverno già molto instabile sull’arcipelago. Il clima resta in media mite, ma l'”eterna primavera” sta diventando più irregolare, con episodi estremi più frequenti e stagioni meno stabili rispetto al passato.

 

Tempesta Therese: cause e dinamica

  • Therese è una vasta borrasca atlantica – depressione extratropicale – formatasi sull’Atlantico nord-orientale e poi isolatasi a ovest di Portogallo, Madeira e Canarie, alimentata da aria molto umida e dal forte contrasto tra masse d’aria calde e fresche.
  • È la diciannovesima tempesta della stagione nel sud-ovest europeo, il numero più alto da quando esiste il sistema di denominazione (dal 2017), segno di un inverno eccezionalmente perturbato nella regione.
  • Il minimo di pressione ha richiamato venti intensi da sud-ovest e sud, che hanno impattato soprattutto le isole occidentali – Tenerife, La Palma, El Hierro, La Gomera – con condizioni di maltempo severo e mare molto agitato.

 

Intensità: vento, pioggia, neve

  • I venti hanno raggiunto raffiche fino a circa 100 km/h, con onde superiori ai 5 metri lungo molte coste, tanto che sono stati chiusi accessi a spiagge e tratti esposti.
  • Sulle cime di Gran Canaria sono stati superati localmente i 600 mm di pioggia durante l’episodio; su La Palma si sono raggiunti oltre 300-400 mm, con accumuli molto significativi anche a Tenerife, La Gomera ed El Hierro, con diffusi allagamenti ed esondazioni di barrancos.
  • In diverse zone meridionali di Tenerife le allerte segnalavano possibili accumuli fino a 100 mm in poche ore, con rischio elevato di alluvioni lampo.
  • L’episodio ha portato anche neve sul Teide e sulle cime più alte: evento non eccezionale in assoluto, ma piuttosto raro con questa combinazione di intensità di vento e piogge sulle coste.

La stampa locale ha descritto Therese come la tempesta più intensa vissuta da Tenerife negli ultimi circa 13 anni, per la combinazione di vento, mareggiate e precipitazioni.

 

Inverno “insolitamente fresco”

  • In condizioni normali, l’inverno alle Canarie offre 18-22°C di giorno, minime sui 15-16°C e mare intorno ai 18-19°C, con poche giornate di pioggia e molte ore di sole.
  • L’inverno 2025-2026 è stato però molto più variabile e perturbato, con numerose tempeste atlantiche, giornate più nuvolose, vento forte e fasi piovose prolungate, che hanno fatto percepire ai visitatori un clima più freddo e meno stabile rispetto alle aspettative tipiche di una vacanza invernale al mare.
  • Anche quando le medie termiche restano relativamente miti, la combinazione di vento teso, cielo coperto e piogge frequenti abbassa la percezione delle temperature e il comfort climatico complessivo, soprattutto per chi arriva dal nord Europa sognando sole fisso e mare calmo.

 

Cosa dicono i turisti

  • I resoconti di viaggio continuano a descrivere le Canarie in inverno come “oasi di calore” e meta intelligente per trovare sole e 20°C in Europa, ma sottolineano sempre più la necessità di mettere in conto fasi di vento forte, nuvole e qualche giornata di pioggia intensa, specie sulle isole più settentrionali e sulle coste esposte.
  • Molti viaggiatori che hanno vissuto le ultime ondate di maltempo riferiscono soggiorni segnati da mare molto mosso, escursioni in montagna annullate e giornate trascorse al chiuso, con commenti del tipo “non è il paradiso di sole che immaginavo”, pur riconoscendo che le temperature restano comunque più miti che in gran parte d’Europa.
  • Altri turisti – soprattutto chi pratica trekking o non cerca necessariamente la balneazione – apprezzano le temperature più fresche e i paesaggi rigenerati dalla pioggia, ma notano come il meteo sia diventato meno prevedibile rispetto al passato, con un’alternanza brusca tra giornate splendide e maltempo marcato.

 

“Canarie ed eterna primavera”: è ancora vero?

  • Storicamente le Canarie sono definite “isole dell’eterna primavera” per il Clima Subtropicale temperato dalla Corrente delle Canarie, che mantiene temperature piuttosto stabili tutto l’anno e limita gli estremi sia estivi sia invernali.
  • Tuttavia, studi e analisi recenti indicano che l’arcipelago è un vero “laboratorio naturale del Cambiamento Climatico”: dagli anni ’50 le temperature sono aumentate di circa 0,18°C per decennio, cioè oltre 1°C in 60-70 anni, con impatti su ecosistemi, regime delle piogge e rischio di eventi meteo estremi.
  • I climatologi segnalano che le stagioni si stanno “confondendo”: le estati si allungano – da Maggio a Ottobre e oltre – e il periodo più fresco e piovoso si concentra in una finestra sempre più breve, con tendenza a episodi intensi come Therese al posto delle piogge più regolari di un tempo.
  • Questo non significa che l’eterna primavera sia “finita”, ma che è meno omogenea: il clima medio resta mite e attrattivo, però aumentano la probabilità di ondate di caldo, di tempeste atlantiche organizzate e di periodi con condizioni meno favorevoli al turismo balneare.

 

Il quadro complessivo è quello di una destinazione climaticamente privilegiata rispetto all’Europa continentale, ma con un meteo invernale che – come conferma la stagione 2025-2026 – è diventato più variabile e meno “garantito” di quanto la storica reputazione dell’arcipelago lasci intendere.

 

Credit (TEMPOITALIA.IT)

  • AEMET – Agencia Estatal de Meteorología
  • ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
  • Copernicus Climate Change Service
  • WMO – World Meteorological Organization
  • NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
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Giovanni De Laurentis

Giovanni De Laurentis

Dopo aver frequentato il liceo scientifico, ha proseguito il proprio percorso accademico nel Regno Unito, dove si è laureato in Fisica presso l’University of Manchester all’età di 23 anni. Affascinato dalle dinamiche dell’atmosfera e dalle interazioni tra scienza e ambiente, ha poi conseguito un Dottorato (PhD) in Meteorologia presso l’University of Reading, uno dei principali poli di ricerca europei in questo ambito. Attualmente vive e lavora in Italia, dove si occupa di consulenza scientifica e supporto tecnico per applicazioni meteorologiche e fisiche nell’ambito industriale, collaborando con aziende e centri di ricerca per progetti che spaziano dalla modellistica ambientale alla progettazione di soluzioni innovative per l’industria.

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