
Svolta meteo: in un solo giorno dal caldo tardo-primaverile all’inverno di ritorno
(TEMPOITALIA.IT) Con gradualità prosegue la fase di stabilizzazione attesa in questi giorni, nella direzione di un breve intervallo di stampo relativamente anticiclonico e primaverile, associato a una modesta espansione del promontorio afro-iberico verso il bacino centrale del Mediterraneo. Tra la fine della seconda decade e l’avvio della terza, tuttavia, i modelli matematici indicano un cambio deciso di configurazione barica su scala euro-atlantica. Non si tratterà, almeno nelle prime fasi, di un guasto clamoroso sull’Italia, quanto piuttosto di un quadro circolatorio interamente diverso, con i flussi che assumeranno un profilo marcatamente meridiano.
Il contesto sinottico che cambia tutto
Le carte delineano un quadro articolato. Si può registrare, in proposito, un deciso affondo nell’Atlantico al largo delle coste europee, un rialzo barico alle alte latitudini continentali in lenta traslazione verso ovest e, nel contempo, l’affondo di una saccatura di matrice continentale che, dai mari del nord, tende a scivolare lungo l’Europa centro-orientale, acquisendo progressivamente un asse orizzontale orientato lungo i paralleli. Si tratta di una dinamica tipicamente retrograda, capace di dissipare energia in senso anti-zonale. Può risultare, in alcuni scenari, una figura dal fronte stazionario destinata a guadagnare terreno verso l’oceano piuttosto che verso latitudini più meridionali; in altri, una spinta in grado di agganciarsi all’estesa figura depressionaria generata dall’affondo in oceano.
Le proiezioni più recenti, però, non sembrano confermare un’interazione positiva tra l’esteso cut-off atlantico e l’azione continentale. Il cut-off, con asse in rotazione antioraria e in tilt negativo, appare in allontanamento verso ovest, mentre la saccatura continentale è destinata a traslare verso sud-est, arrivando a lambire la nostra penisola. Due movimenti in opposizione di fase, insomma, e proprio questa dinamica può rendere importante l’irruzione fredda ai fini del tempo nei primi giorni della terza decade. Un coinvolgimento non diretto ma sufficiente a incentivare marcate destabilizzazioni, soprattutto tra il settentrione e la fascia adriatica. Un quadro che si collega al tema del Vortice Polare che invade l’Europa dal 20 aprile, ormai al centro delle cronache meteorologiche del continente.
Lo scenario in sintesi: un giorno e si cambia pagina
In un solo giorno si rischia di piombare in una condizione meteorologica improvvisamente invernale. Il Vortice Polare, associato ad aria fredda proveniente dall’artico russo, tende a spingersi rapidamente verso sud, subito dopo un impulso di aria calda che raggiungerà soprattutto le regioni tirreniche e, in particolare, Sardegna e Sicilia. Parliamo delle giornate di lunedì e martedì. L’aria fredda farà la sua comparsa immediatamente dopo, interessando le regioni nord-orientali e quelle adriatiche, dove la temperatura crollerà sensibilmente. A confermare questa linea di tendenza è il modello matematico europeo ECMWF, che indica peraltro parecchia instabilità atmosferica già nei giorni precedenti sulle regioni settentrionali, ovvero da domenica, quando la nuvolosità aumenterà e si formeranno temporali a carattere sparso.
Caldo anticipato sul Tirreno e sulle isole maggiori
Prima dell’ingresso dell’aria fredda, il tempo si presenterà generalmente buono su Sardegna e Sicilia, anche se tenderà ad apparire velato per il pulviscolo proveniente dal deserto del Sahara. Sulle coste tirreniche, sulla Sicilia occidentale, sulla Sardegna occidentale e sul nord-ovest si verificherà un forte aumento della temperatura per i venti di sud-est, capaci di trascinare aria calda proveniente dalle zone interne. Non si escludono picchi massimi anche di 30°C, se non superiori, in particolare sul settore tirrenico. Valori comunque non anomali per un aprile inoltrato: episodi analoghi si sono verificati in diverse annate, anche in città come Roma, Firenze e Cagliari. L’anomalia, semmai, sta nella velocità del rovesciamento di fronte successivo.
Dal 21 aprile l’aria fredda sfonda sulla penisola
La linea di tendenza descrive un impulso di aria fredda in arrivo a partire da martedì 21, con ingresso dalle regioni nord-orientali e successivo scivolamento lungo il settore adriatico. Già nella giornata del 21 vedremo formarsi nubi a sviluppo verticale sull’intero settore appenninico centrale fino alla Puglia, con precipitazioni sotto forma di rovesci e possibili cadute di grandine. Al nord, intanto, inizierà un peggioramento sul comparto nord-orientale, con nevicate sui rilievi che potrebbero scendere fino a quote prossime ai 1200 metri. In passato abbiamo osservato episodi ben più severi, ma resta comunque un contesto degno di nota per il periodo. Città come Trieste, Udine e Bolzano saranno tra le prime a registrare la svolta.
Nel frattempo, l’aria fredda proveniente dai Balcani si infilerà sulla pianura padana. La temperatura tenderà a scendere rispetto ai valori attuali, collocandosi su soglie inferiori alla media, tanto da restituire un’impressione quasi invernale. Non si parla, ovviamente, di temperature da pieno Inverno: siamo dopo la metà di aprile e le irruzioni fredde vanno contenendosi in intensità. Eppure le ultime proiezioni descrivono un peggioramento del flusso d’aria fredda, che nelle corse precedenti appariva più marginale rispetto all’Italia mentre ora punta con maggiore decisione verso il nostro paese. Anche Milano, Torino e Bologna risentiranno del calo termico, come descritto anche nell’analisi di chi segue l’espansione del Vortice Polare fino all’Italia e l’aprile stravolto dal freddo.
Instabilità diurna nei giorni successivi
Durante la settimana osserveremo instabilità residua con nuvolosità a carattere prevalentemente diurno, che si formerà soprattutto nelle zone interne e potrà dar luogo a rovesci e temporali a carattere sparso. Le temperature si manterranno sotto la media per alcuni giorni; soltanto dopo il 25 aprile potrebbero cominciare a risalire lievemente, ma anche questo aspetto va preso con le pinze, trattandosi di previsioni su scala medio-lunga. Proprio in quel frangente, attorno al 24-25 aprile, l’ECMWF individua un nuovo, corposo impulso di aria fredda diretto verso la regione balcanica, con frequenti cadute di neve fino a quote basse. Il punto chiave diventa capire se quel nucleo freddo si sposterà verso l’Italia oppure no.
Attualmente l’espansione verso il nostro paese sarebbe ostacolata dalla formazione di un’area di alta pressione. Poiché però si tratta di una struttura anticiclonica debole, il rischio che quel nucleo gelido ci investa direttamente rimane concreto: è perciò indispensabile monitorare con attenzione i modelli matematici nei prossimi giorni. Un’analisi approfondita su questo tema è disponibile nella lettura 20-25 aprile, il freddo artico scende fino al sud, che fornisce numeri, date e rischi concreti per la penisola.
Cambiamento drastico delle temperature, precipitazioni irregolari
La linea di tendenza punta dunque verso un cambiamento atmosferico piuttosto drastico, soprattutto sul fronte termico. Quanto alla distribuzione delle precipitazioni, sarà invece molto irregolare: chi consulterà siti e applicazioni meteorologiche troverà previsioni in continua evoluzione, perché a ogni aggiornamento la localizzazione dei fenomeni si sposterà in aree differenti. È il comportamento tipico dell’instabilità atmosferica, dove più che di certezze si parla di probabilità che gli eventi si realizzino in una determinata località.
Il cambiamento, annunciato da numerosi colleghi per l’inizio della prossima settimana, risulta anticipato rispetto alle previsioni emesse pochi giorni fa. Proprio questa accelerazione conferma quanto sostenuto in più occasioni: i cambiamenti meteorologici più drastici tendono a essere poco prevedibili con largo anticipo. Basti pensare che lo scenario ora atteso tra martedì e mercoledì veniva inizialmente inquadrato verso il 24-25 aprile, mentre fino a pochi giorni fa si parlava di un cambio attorno al 20 aprile. Una dinamica così mobile rende le previsioni passibili di variazioni sensibili da un giorno all’altro, persino a distanza di poche ore dall’emissione degli aggiornamenti modellistici. Questo tipo di evoluzione è stato analizzato anche nel pezzo dedicato alla fine aprile con il Vortice Polare ancora protagonista.
Il modello americano peggiora ulteriormente
Ho voluto consultare anche le proiezioni del modello matematico americano GFS, che rispetto al centro meteo europeo presenta uno scenario persino peggiorativo. Si vedono precipitazioni più diffuse e abbondanti, con un vero e proprio accanimento di maltempo sull’Italia nella giornata di martedì. L’impulso di aria fredda dei giorni successivi, invece, risulterebbe meno incisivo sui Balcani rispetto alla versione europea, con traiettoria deviata verso la Russia europea e l’Ucraina. Come ricordato poco sopra, si tratta di previsioni che in condizioni ordinarie sarebbero affidabili nel breve-medio termine, ma che in circostanze così dinamiche conviene valutare soltanto con pochi giorni di validità previsionale, osservando piuttosto le linee di tendenza e le possibili evoluzioni successive. Il quadro si lega alle dinamiche stratosferiche descritte nell’articolo sulla chiusura del Final Warming e l’illusione della primavera anticiclonica.
Un bene per la pianura padana: potrebbe piovere davvero
Nel frattempo, potrebbe finalmente piovere a tratti sulla pianura padana, area in cui da tempo si registra un marcatissimo deficit pluviometrico. Il mese di aprile sta procedendo senza le precipitazioni attese, e con il calendario ormai proiettato verso il 25 e il 27 aprile i deficit risultano sensibilissimi e diffusi, non soltanto al nord. Anche altre regioni italiane, sebbene con scarti meno marcati, evidenziano un ammanco idrico importante. Proprio per questo motivo il passaggio perturbato collegato all’irruzione fredda, pur senza caratteristiche di eccezionalità, viene accolto come un evento potenzialmente utile al bilancio idrologico dei prossimi mesi.
In sintesi
Ci attendiamo un cambiamento di scena piuttosto importante nel giro di una manciata di giorni. Dopo un fine settimana anticiclonico e una breve parentesi di caldo tirrenico, l’aria fredda del Vortice Polare irromperà da nord-est portando instabilità, temporali, grandinate sui rilievi appenninici e nevicate sulle Alpi fino a quote collinari. Le temperature si collocheranno sotto media per diversi giorni, con il rischio di un secondo impulso freddo verso il 25 aprile. Lo scenario è dinamico e passibile di aggiornamenti continui: resteremo a osservare ciò che le prossime emissioni modellistiche ci diranno, perché con una dinamicità così elevata i cambiamenti possono realizzarsi in tempi davvero rapidi.









