
(TEMPOITALIA.IT) Mentre il Centro-Nord fa i conti con temporali e rovesci intensi a partire da queste queste ore, c’è un protagonista silenzioso che accompagna tutta questa fase instabile e che merita un discorso a parte: il pulviscolo sahariano. La vasta area di bassa pressione che sta governando il meteo italiano in questi giorni non si limita a portare piogge e temporali: al tempo stesso richiama un intenso flusso di aria calda dal deserto del Sahara, che trasporta con sé enormi quantità di sabbia e polveri fini verso il Mediterraneo.
Come funziona il meccanismo
È un pattern tipico e ricorrente. Quando una saccatura atlantica penetra profondamente sulle aree occidentali dell’Italia, la spinta delle correnti da sud e sud-ovest trascina verso nord vere e proprie vagonate di particelle solide sollevate dal deserto. Granelli microscopici che le correnti subtropicali raccolgono tra Mali, Niger, Ciad e Algeria e portano a migliaia di chilometri di distanza nel giro di pochi giorni. Una volta raggiunta l’atmosfera del Mediterraneo, queste particelle si mischiano con l’umidità marina e producono effetti visibili a occhio nudo: cieli dall’aspetto giallastro o lattiginoso, luce diffusa e attenuata, tramonti particolarmente intensi. Un’atmosfera suggestiva, in effetti, ma tutt’altro che anomala per il periodo.
Poche persone lo sanno, ma la sabbia del Sahara non è solo un problema estetico per le carrozzerie delle auto. Le particelle di polvere in sospensione agiscono da nuclei di condensazione: il vapore acqueo vi si aggancia attorno, le goccioline si formano più facilmente, le nubi crescono più compatte. Quando la concentrazione di polvere è elevata, i temporali tendono a scaricare con più vigore, e in certi casi la sabbia finisce per favorire anche la formazione di grandine. Ecco perché le piogge che cadono durante queste irruzioni hanno quella consistenza grumosa, quel colore ocra che si deposita su tutto: non è sporcato dalla strada, è il deserto che scende giù insieme all’acqua.
Chi vedrà cosa: Nord e Sud divisi
Il fenomeno del pulviscolo sahariano si distribuisce in modo tutt’altro che uniforme sull’Italia in questi giorni, seguendo una logica che riflette la spaccatura meteo già in atto. Tra oggi e Giovedì 7 Maggio le concentrazioni di sabbia risulteranno particolarmente elevate al Centro e al Sud, comprese le Isole Maggiori, dove il fenomeno sarà più persistente e marcato. Qui i cieli appariranno velati e opachi, con una luce filtrata e innaturale, e le temperature saliranno sotto la spinta dell’aria subtropicale, con valori che punteranno verso i 25-30°C tra Sicilia e Calabria. Un caldo accompagnato da un’atmosfera ben lontana dai cieli azzurri e tersi.
Al Nord-Ovest la situazione sarà diversa, non perché le polveri sahariane manchino, ma perché le precipitazioni intense previste su Liguria, Piemonte e Lombardia puliranno l’atmosfera in modo efficace. Quando piove abbondantemente e a lungo, l’aria viene ripulita: le particelle sahariane vengono trascinate al suolo dall’acqua e disperse. Il paradosso è che proprio dove le piogge sono più intense, alla fine dell’episodio l’aria risulterà più pulita. Diverso il caso dove cade un rovescio veloce e concentrato: in quel caso c’è più probabilità che la sabbia si depositi sulle superfici senza essere dispersa, lasciando uno strato visibile su automobili, balconi e terrazzi.
Il caldo che arriva e il clima che cambia
Guardando oltre il picco del maltempo atteso per Mercoledì 6, ECMWF intravede già da Domenica 10 Maggio la risalita di una massa d’aria calda di origine nord-africana verso il Mediterraneo centrale. Un’avvezione subtropicale con temperature a circa 1.500 metri che potrebbero toccare i 30°C, con effetti evidenti al suolo soprattutto in Sardegna e al Sud, dove le massime potrebbero raggiungere o superare i 30-32°C già a partire da Lunedì 11 Maggio.
Questa alternanza sempre più rapida tra perturbazioni atlantiche intense e fiammate africane non è casuale. Fino agli anni Ottanta, l’Anticiclone delle Azzorre esteso sul Mediterraneo faceva da cuscinetto tra i fronti oceanici e il caldo africano, attenuando entrambi. Oggi la circolazione si è spostata lungo i meridiani invece che lungo i paralleli: l’Anticiclone delle Azzorre stagna sull’oceano o si sposta verso la Groenlandia, mentre l’Anticiclone Africano effettua incursioni sempre più frequenti verso nord. Il risultato sono contrasti più violenti, fenomeni più estremi e piogge sporche come quelle di questi giorni, dove il deserto e l’Atlantico si contendono il Mediterraneo senza esclusione di colpi.









