
Un ottobre senza perturbazioni oceaniche
Ci sono aspetti di questa fine di ottobre, che ormai va a cavallo dei primi giorni di novembre, che risultano estremamente interessanti: erano davvero molti anni che non si vedeva qualcosa di simile. Partiamo dal principio. Intanto questo ottobre non ci ha fornito quelle perturbazioni oceaniche che aveva promesso, ad esempio, il modello matematico europeo: non ci sono state perturbazioni, una di seguito all’altra, capaci di darci le precipitazioni superiori alla media che erano state previste. Abbiamo avuto i nubifragi, ma si tratta di fenomeni locali, alluvioni lampo, eventi che non hanno comunque niente a che vedere con il transito delle perturbazioni oceaniche tipiche del mese. Un ottobre che è stato un po’ più mite rispetto alla media, tanto che in alcune località i termosifoni non sono stati accesi: parliamo ovviamente del Nord Italia e di alcune aree appenniniche di bassa quota. Poi il freddo è arrivato e presumibilmente in alcuni comuni il riscaldamento è stato attivato, soprattutto al Nord, viste le minime che scendono attorno a 5°C, mentre di giorno si stenta a superare la soglia dei 12°C e solo per qualche ora si va verso i 15°C circa.
Un anticiclone lampo e la goccia fredda sui Balcani
Nei prossimi giorni ci sarà un lieve aumento delle temperature per questo anticiclone, ma attenzione: qui non stiamo più parlando di quell’anticiclone, perché in effetti avrà una vita brevissima. Sarà un flash, sostanzialmente un intervallo, che tra l’altro andrà a incrementare la forza e soprattutto l’esposizione del versante orientale italiano a una goccia di aria fredda in quota.
In termini molto semplici, una goccia d’aria fredda in quota è una massa d’aria più fredda rispetto ai bassi strati, che si trova appunto in quota e genera instabilità atmosferica per contrasti termici. Quando ci sono differenze di temperatura tra il suolo, il mare e la quota si innesca un rimescolamento dell’aria, soprattutto in presenza di basse pressioni sempre in quota, che vanno a generare fenomeni atmosferici come precipitazioni e addensamenti nuvolosi.
Nel caso specifico, a partire da martedì 27 ottobre, quindi ormai imminente, avremo una goccia di aria fredda anche piuttosto acuta che andrà a interessare soprattutto i Balcani meridionali. Il cuore sembra essere centrato tra Albania e Grecia, ma coinvolgerà anche le regioni del Sud Italia, con l’attivazione, ben visibile dalle mappe di previsione, di un flusso di aria fresca da est. Sull’Adriatico meridionale caleranno quindi le temperature e il trend di questa settimana indica un ulteriore calo termico, soprattutto dopo il 31 ottobre: un raffreddamento che si percepirà anche sulle regioni settentrionali e che viene visto piuttosto marcato nei primissimi giorni della settimana prossima, come avevamo già anticipato.
Una rassegna di gocce fredde verso l’Italia
In questa sede, però, non voglio tanto parlare del calo delle temperature dei primi di novembre, quanto del fatto che c’è tutta una rassegna di gocce d’aria fredda che sembrano intensificarsi, espandersi e propagarsi verso l’Italia, dapprima sul versante orientale per quanto riguarda questa settimana. A ovest si espande invece l’alta pressione, che in quota ha una matrice persino africana, ma non avremo un’ondata di caldo: andiamoci calmi. Nel settore orientale italiano persistono basse pressioni in quota che, come detto, danno instabilità atmosferica. Una brevissima sosta come intensità si vede nei primi giorni della settimana prossima, mentre verso il 4 novembre vediamo espandersi e intensificarsi una vasta area di bassa pressione in quota che andrà a prendere tutta la Penisola, con il centro questa volta sul Nord Italia.
Siamo già verso la metà della prossima settimana e si tratta di una previsione a lungo termine, da prendere con le molle: va considerata come linea di tendenza, non come previsione puntuale. Passano i giorni e queste bolle di bassa pressione in quota vanno a intensificarsi sensibilmente; temporaneamente potrebbe esserci un’attenuazione verso il 7 novembre, data comunque approssimativa. Verso fine run della corsa previsionale del Centro Meteorologico Europeo (ECMWF) osserviamo poi l’espandersi di basse pressioni profonde in quota dall’Oceano Atlantico e dall’Africa settentrionale verso l’Italia e su tutta la Russia europea.
Al suolo neve sull’Est Europa e freddo dalla Russia
Al suolo, verso quella data, avremo basse pressioni sull’Europa orientale, con tanta neve prevista in Turchia, anche a quote molto basse, e su tutta la Russia europea, la Bielorussia e i Paesi Baltici. Un’altra bassa pressione è attesa verso la Penisola Iberica. Secondo questa proiezione a così lungo termine, l’Italia si troverebbe in una via di mezzo: la depressione iberica potrebbe spingersi verso di noi, mentre da est le correnti orientali porteranno un disturbo, e si tratta di un disturbo di aria fredda. Nella Russia europea è infatti previsto un crollo della temperatura, con una discesa verso valori novembrini e anche qualcosa di più, per l’espansione di masse d’aria artica. In questo caso, secondo questa proiezione, non c’è più l’Anticiclone Russo-Siberiano, o quantomeno russo.
Il modello matematico americano conferma la tendenza
Il modello matematico del centro meteorologico americano (NOAA) propone la stessa previsione: meno caldo, più fresco, temperature più basse per l’Italia. Osservando le cartine, spicca una diffusissima area di colore azzurro su tutto l’Est Europa, fino ai Balcani e alla Penisola Anatolica. Nei giorni precedenti, intanto, una massa d’aria fredda andrà a toccare, lunedì 2 novembre, le regioni del Nord Italia, per poi scendere su tutte le regioni adriatiche.
Perché le linee di tendenza contano
Questa linea di tendenza era già stata vista varie volte dai modelli matematici. L’osservazione accurata dei modelli matematici a lungo termine ci fornisce delle linee di tendenza e siamo ancora sul lungo periodo, verso il 4-5 novembre; però il fatto che vengano riproposti gli stessi eventi e condizioni simili, anche se magari posticipati o anticipati, dà credibilità a quella tendenza atmosferica. Ovviamente abbiamo poi necessità di avvicinarci a quel periodo per avere informazioni più precise e parlare di vere previsioni meteo, perché quelle descritte sono linee di tendenza.
Siamo molto attenti a queste linee di tendenza a lungo termine perché, a nostro avviso, è molto utile conoscerle con un certo anticipo e studiarle in ambito scientifico: è il nostro lavoro. D’altronde buona parte di voi, cari lettori, ha più interesse per questo tipo di previsione. Le previsioni meteorologiche a pochissimi giorni le trovate un po’ ovunque sullo smartphone, quindi più o meno le conoscete, mentre quelle a lungo termine, che cambiano continuamente, rischiano di mandarvi in confusione. Il motivo è un gioco di contrasti tra differenti masse d’aria: in questo caso masse d’aria fredda da est-nord-est cercano di entrare e vanno a scivolare a est dell’alta pressione che dovrebbe posizionarsi sulle Isole Britanniche. Vedremo se sarà così e ovviamente ci aggiorneremo.
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