(TEMPOITALIA.IT) La spaccatura della stagione estiva comunque sarà concreta, perché per almeno due settimane, tutto sommato, avremo instabilità atmosferica che in modo ricorrente si mostrerà sull’Italia. Peraltro, c’è anche la possibilità che giunga una profonda area di bassa pressione, con maltempo che si spingerà in questo caso anche verso il Sud Italia e la Sicilia.
Questo vuol dire effettivamente preludio di stagione autunnale, ma osservando in linee generali tutto, sicuramente l’autunno 2025 si presenta molto diverso rispetto a quello del 2024, dove però ci siamo dimenticati che a metà mese giunse dell’aria fredda e si ebbero nevicate a quote relativamente basse sull’arco alpino. La temperatura scese bruscamente e ci fu una rottura del tempo estivo senza sostanziali precipitazioni.
Questa è la differenza enorme rispetto al 2024, ma un’altra differenza altrettanto significativa è che le temperature attualmente sono elevate, nonostante sia arrivata la prima perturbazione anche nelle regioni settentrionali.
Tutto sommato, la temperatura non è propriamente autunnale, i valori sono ancora superiori alle medie di riferimento degli ultimi trent’anni e non fa sostanzialmente freddo. Sì, la temperatura è in discesa, transiterà un fronte freddo, ci saranno dei temporali, la temperatura scenderà nei prossimi giorni: ormai il caldo, soprattutto al Nord Italia, non si patirà più. Poi, come ho detto, ci sarà tutta un’evoluzione nelle prossime due settimane, ma abbiamo davanti il mese di ottobre che, se nei primissimi giorni sarà influenzato dall’instabilità atmosferica e dal cambiamento del tempo, nei giorni successivi invece mostrerà una variabilità sostanziale.
La novità sarà l’arrivo verso la Penisola Iberica di un promontorio di alta pressione di origine africana, che tenderà a spostarsi poi verso la Francia sud-occidentale e proverà a raggiungere anche l’Italia.
Nei giorni seguenti, ma qui siamo su previsioni a lunghissimo termine, questa massa d’aria calda potrebbe di nuovo espandersi verso l’Italia, e ciò sarebbe potenzialmente possibile perché in questo periodo dell’anno, negli ultimi mesi di ottobre, abbiamo già visto eventi analoghi. Al posto delle perturbazioni atlantiche, che dovrebbero scorrere durante il mese portando le precipitazioni, ci sono stati invece periodi molto asciutti e con temperature eccessivamente elevate. Ricorderete che in molte località costiere si è andati al mare, e questo la dice lunga sul fatto che il clima non fosse affatto autunnale in ottobre.
E tutto questo dimostra che nel mese di ottobre si osservano ormai spesso condizioni meteorologiche più estive che autunnali. Dunque, annunciare il rischio di un ottobre molto caldo non è affatto fantasioso. Peraltro, anche i modelli matematici principali, soprattutto quello del Centro Meteo Europeo, sono propensi ad affermare che ci sarà un anticiclone africano che per parecchio tempo influenzerà il mese di ottobre. E allora, per il vero autunno, quello che un tempo si osservava proprio in questo mese, dovremo dare appuntamento a novembre.
Ed effettivamente, tra novembre e dicembre, abbiamo visto condizioni meteorologiche che si trasformano da autunnali — perché l’autunno ha ormai una breve durata — a invernali, anche se tutto sommato non eccessivamente fredde.
Lo scorso anno ricordo però che ci fu un’irruzione d’aria fredda alla fine di novembre, che portò neve con bufere e tormente di eccezionale intensità su mezza Europa a nord delle Alpi, come per esempio sulla Svizzera e sull’Austria, dove si ebbero nevicate eccezionali. Nevicò a Parigi, nevicò a Londra, e persino a Milano, sebbene più che altro si trattò di una spruzzata di neve. Dopo quell’evento meteo effettivamente non ci furono altre ondate di aria fredda provenienti da nord, né situazioni eccezionalmente invernali per tutto l’inverno 2024-2025.
Nel Nord America, invece, si creò una situazione chiamata pattern, ovvero un susseguirsi di eventi meteo simili, e ciò portò una serie di irruzioni di aria artica che spinsero la neve addirittura fino al Golfo del Messico e sulla Florida settentrionale. Sono fluttuazioni climatiche che avvengono anche in un contesto di cambiamento climatico, ed è proprio il cambiamento climatico l’artefice anche del clima mite che abbiamo avuto in queste ultime settimane e che avremo pure ad ottobre.
Credits
Questo articolo è stato sviluppato sulla base di analisi e dati provenienti da fonti autorevoli internazionali specializzate in meteorologia e climatologia:
- European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF) – Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine
- Copernicus Climate Change Service (C3S) – Servizio Copernicus per il Cambiamento Climatico implementato da ECMWF
- National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) – Amministrazione Oceanica e Atmosferica Nazionale degli Stati Uniti
- NOAA Climate Prediction Center – Centro di Previsione Climatica NOAA
- Copernicus Atmosphere Monitoring Service (CAMS) – Servizio Copernicus di Monitoraggio dell’Atmosfera
- Mediterranean – Monitoring Forecasting Centre (MED MFC) – Centro di Monitoraggio e Previsione del Mediterraneo
- World Meteorological Organization (WMO) – Organizzazione Meteorologica Mondiale










