• Privacy
domenica, 5 Luglio 2026
TEMPO ITALIA meteo news
  • Home
  • Meteo Italia
  • Cronaca Meteo
  • Mappe
  • Viaggi
  • Magazine
  • Chi Siamo
  • Contatti
  • Home
  • Meteo Italia
  • Cronaca Meteo
  • Mappe
  • Viaggi
  • Magazine
  • Chi Siamo
  • Contatti
Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
Tempo Italia
Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
Home A La notizia del Giorno

Aria artica in discesa sull’Italia: freddo e neve, poi nuove sorprese a fine mese

Brusco cambio meteo dal fine settimana e nuova fase instabile a seguire. Poi un assurdo cambiamento

Andrea Meloni di Andrea Meloni
11 Nov 2025 - 14:00
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News, Zoom
Share on FacebookShare on Twitter

Com’è stato annunciato dai colleghi, ci apprestiamo ad avere un cambiamento atmosferico nel prossimo fine settimana; tuttavia, anche nel seguito ci sarà variabilità. In poche parole, le condizioni meteo cambieranno nel prossimo fine settimana e probabilmente anche successivamente e, addirittura, forse con un certo vigore, con l’incursione di aria di origine artica: insomma, avremo un cambiamento meteorologico piuttosto importante, dallo stampo di autunno avanzato, che si dovrebbe concretizzare dapprima attorno al 15-16 novembre e successivamente in settimana, a partire dal 18 e sino a circa il 20-22 novembre, e forse anche qualche giorno più avanti. Qui stiamo parlando, a questo punto, di previsioni che vanno verso il lungo termine, quindi suscettibili di cambiamento.

Il primo peggioramento.

Nel periodo intercorrente dal 16 circa al 21, in Italia dovrebbe giungere aria ben più fredda rispetto a quella che vedremo nei prossimi giorni, dato che ci sarà un’espansione anticiclonica calda di matrice africana. Gli effetti di questa massa d’aria non saranno però i medesimi che vediamo durante l’estate: per fortuna, le pianure sono protette dalle inversioni termiche; non lo sono invece le montagne, e attenzione ai ghiacciai, che peraltro sono privi di quelle nevicate autunnali abbondanti che ci sarebbero dovute essere.

 

Le regioni settentrionali italiane, laddove ci sono i ghiacciai, sia in ottobre sia in novembre hanno visto ben poche precipitazioni, tranne qualche caso; c’è un deficit pluviometrico autunnale molto forte, peraltro già intravisto dai modelli matematici stagionali. Ecco che, quindi, i modelli stagionali avevano interpretato abbastanza correttamente la linea di tendenza di questa parte di autunno, prospettando precipitazioni soprattutto sulla regione tirrenica e sulle Isole Maggiori, cosa che si è concretizzata. Ma niente di eclatante, in Italia siamo in deficit pioggia diffusamente.

 

Secondo incisivo peggioramento. Credit ECMWF.

Quindi, avremo stop all’ondata di caldo attorno al 16, con un primo cambiamento che non sembra così incisivo, però decisamente importante perché andrà a spazzare via l’alta pressione africana e a riportare le temperature, anche in montagna, su valori vicini alle medie stagionali. Il transito di una perturbazione rimescolerà l’aria soprattutto nei bassi strati, un po’ meno in pianura Padana, a meno che non si presenti una situazione sciroccale con correnti piuttosto sostenute; ma questo non sembra essere il caso. In altre annate  autunnali abbiamo visto basse pressioni molto profonde, ma quest’anno, per ora, non sono prospettate dai modelli matematici su un orizzonte breve; poi, sulle proiezioni a lungo termine, appaiono e poi svaniscono spesso previsioni anche, come dire, fantasiose.

 

Intrusione di aria artica. Credit ECMWF.

Ebbene, ad osservare il modello matematico europeo ECMWF: vediamo la discesa di aria artica che andrà a colpire soprattutto le regioni del Centro Europa, ma si infilerà anche sull’Italia, soprattutto sul settore orientale del Nord Italia, poi sulle regioni centrali, specie i settori adriatici, con associata a una bassa pressione. Il modello matematico americano NOAA/GFS ha una visione un po’ diversa, ma tutto sommato tende ad allinearsi alla linea di tendenza dell’ECMWF.

Entrambi vedrebbero un cambiamento atmosferico successivo a quello del prossimo weekend, dunque durante la settimana, e addirittura un minimo di bassa pressione attorno a metà settimana secondo il NOAA/GFS, mentre l’ECMWF colloca la bassa pressione qualche giorno più avanti. Insomma, durante la settimana prossima ci sarà un cambiamento atmosferico, e prendiamone atto. Ora, la sua intensità e soprattutto gli effetti saranno da definire, anche perché siamo distanti da quel periodo di previsione e, tra le altre cose, l’influenza di aria artica in Italia complica parecchio l’evoluzione meteo: un po’ meno al Centro e Sud Italia, ma parecchio al Nord.

 

C’è poi una novità che entrambi i modelli matematici prospettano sul lungo termine – quindi andiamo su una previsione assolutamente da confermare – che, a mio modo di vedere, è molto negativa, perché confermano ancora una volta che l’autunno di un certo modello, che avevamo vissuto per decenni e decenni con uno schema di correnti oceaniche ripetute e anche con intrusioni di aria fredda, di fatto non c’è più.

 

Infatti, verso la terza decade di novembre il cambiamento sembra essere verso un espandersi dell’alta pressione africana, anticiclone che avrebbe i suoi massimi sull’Italia: questo ce lo propone il centro europeo ECMWF e anche il centro americano NOAA/GFS. Quindi, una linea di tendenza che, per certi versi, potrebbe essere abbastanza affidabile; però, quando si tratta di proiezioni a così lungo termine, è sempre meglio aspettare conferme.

 

Eventuale brutale anticiclone con matrice africana. Credit ECMWF.

Un’alta pressione che andrebbe praticamente a contraddire gli effetti dell’indice negativo del Nord Atlantico, ovvero una NAO negativa, che dovrebbe favorire un susseguirsi di perturbazioni oceaniche. In sostanza, tali indici di comportamento del clima, come la NAO, risultano deviati dai cambiamenti climatici, come temevano molti scienziati, e a questo punto molti altri aspetti potrebbero essere modificati e rimodellati su vasta scala.

 

Perciò, ricapitolando: un cambiamento atmosferico lo avremo a partire dal prossimo fine settimana, con un abbassamento della temperatura, una sensazione invernale per molte regioni italiane, vedrà vento in rinforzo soprattutto nelle zone esposte, precipitazioni a carattere sparso, localmente di forte intensità, con temporali soprattutto sulle zone peninsulari e insulari (quindi nella penisola italiana, per intenderci).

 

E, a questo punto, con l’intrusione di aria artica, anche il rischio di grandinate e di nevicate sia sulle Alpi sia, a tratti, sull’Appennino centro-settentrionale.

Proviamo a stimare la quota neve in 1200, forse anche 1000 metri, oserei. Un po’ di neve dovrebbe quindi arrivare; ma, se venisse confermata l’espansione di un’alta pressione con matrice nordafricana successiva, il problema è che queste strutture anticicloniche ledono la neve caduta: sostanzialmente la fondono.

 

Siamo ancora in autunno, non in pieno inverno; anche se in alta quota dovrebbe esserci un basso tasso di umidità, questo riduce la fusione della neve, ci sarebbe un contesto non invernale e potrebbe far sparire la neve caduta.

Tutto dipenderà anche dalla quantità di neve che cadrà, ma anche dalla durata di questo eventuale anticiclone africano, che vedo come un evento meteo assurdo, venisse confermato, per quel periodo dell’anno.

 

Insomma, la sostanza di questa proiezione a due settimane non è dei migliori: sì, ci sarà questo cambiamento, ma mancheranno le perturbazioni oceaniche tipiche del periodo autunnale.

 

Novembre, quale ultimo mese dell’autunno meteorologico, potrebbe essere anch’esso anomalo, senza le perturbazioni oceaniche. O magari ben poche rispetto alla media.

 

C’è da sperare che l’inverno che arriverà porti neve sulle Alpi, e non solo, anche perché quest’anno ne abbiamo necessità, vista soprattutto la manifestazione  sportiva di Milano-Cortina.

 

Noi ci aggiorneremo con altri dettagli specifici: qui abbiamo dato una visione d’insieme dell’evoluzione, ma ci tengo a fare approfondimenti mirati su alcuni fenomeni previsti nel breve e medio termine, seguiranno altri articoli nelle prossime ore.

Seguici su Google News
Tags: alta pressione africanaaria articamodello ECMWFmodello GFSnazione italiaolimpiadi Milano Cortinaperturbazioni oceaniche
CondividiTweet
Articolo precedente

ANTICICLONE in rampa di lancio: CALDO confermato: durata del bel tempo

Prossimo articolo

SVOLTA meteo: piogge FORTI da Sabato 15, ecco dove colpiranno di più

Andrea Meloni

Andrea Meloni

Sono un editore, imprenditore e appassionato studioso di meteorologia e climatologia. Nella mia carriera ho fondato e gestito numerosi portali meteo italiani e internazionali, affiancando a questa attività la creazione di blog di nicchia e piattaforme web dedicate al web marketing e alla visibilità digitale. La mia avventura nel digitale è iniziata nel 1995, agli albori di internet in Italia, quando pubblicavo i primi articoli meteo in lingua italiana su meteorologicando.it (recensito nel 1999 da La Repubblica "No Problem"), per poi dare vita, a fine 1999, a direttameteo.it, una delle prime piattaforme italiane complete di previsioni, dati satellitari e webcam. In assenza di percorsi accademici civili specifici in quegli anni, ho approfondito la materia privatamente su indicazione di un parente ufficiale dell'Aeronautica Militare. Questa solida preparazione mi ha permesso di fondare nel 2000 portali di riferimento storico come meteogiornale.it e tempoitalia.it (il primo in assoluto a offrire le previsioni meteo per tutti i comuni italiani), seguiti da meteosardegna.it. Da allora il mio lavoro si è diviso tra l'informazione al pubblico e i servizi B2B. Ho curato le sezioni meteo di grandi testate giornalistiche come meteo.corriere.it, meteo.gazzetta.it, Libero Quotidiano e Affari Italiani. L'emittente Rai 2 mi ha dedicato un servizio per l'innovazione: sono stato tra i primi a introdurre in Italia i video-meteo e il modello statunitense di una "meteorologia per tutti". Nel 1999, con il sostegno fondamentale di mia moglie, la professoressa Tonia Ivana Mereu, ho curato ed edito la pubblicazione del libro "Il grande gelo del 1985", scritto da Marco Rossi: un successo editoriale autoprodotto che ha superato le 10.000 copie vendute. Sul fronte aziendale, ho applicato i miei studi di marketing fornendo previsioni meteo alle piattaforme SMS di TIM e ai servizi 899. Ho ideato il primo "report della grandine" a livello globale, uno strumento fondamentale utilizzato da centinaia di aziende. Già nel 2001 abbiamo allestito un centro di calcolo per l'elaborazione di modelli matematici previsionali e software di post-elaborazione dati, collaborando con realtà di primo piano del calibro di ENI Italgas, Siemens, TIM, Eutelia, Milano Serravalle - Milano Tangenziali S.p.A. e molte altre compagnie nei settori delle energie rinnovabili, delle assicurazioni, dell'agricoltura e dei trasporti, esportando servizi meteo fino in Australia e Sud America. Questa fitta rete di servizi è supportata da un team storico di professionisti freelance attivi con me dal periodo 2000-2005. Negli anni ho integrato la passione per la meteorologia con uno studio imponente di SEO (Search Engine Optimization) e SEM, specializzandomi nelle dinamiche dell'ecosistema Google (Google Discover, Google Carousel). Oggi applico questa attitudine all'innovazione anche all'Intelligenza Artificiale avanzata, utilizzandola per ottimizzare i modelli matematici numerici e la precisione predittiva. Al contempo, sostengo attivamente la qualità dell'informazione contrastando l'editoria automatizzata e i contenuti a bassa affidabilità generati in massa dall'AI. Il mio focus principale resta la comprensione della nostra atmosfera. Ho cambiato città diverse volte per vivere in prima persona climi differenti e offrire una conoscenza diretta del tempo. Ho studiato e ricostruito i dati sulle due Piccole Ere Glaciali degli ultimi 2000 anni, sul Riscaldamento Medievale, sulle dinamiche del Vortice Polare Stratosferico e sull'impatto di El Niño e La Niña in Europa. Oggi mi concentro sul nowcasting e sui modelli a lungo termine di NOAA ed ECMWF, con l'obiettivo di creare prodotti di prevenzione efficaci a fronte di un clima che cambierà drammaticamente nei prossimi anni. Privilegio da sempre lo studio rigoroso, la ricerca sul campo e la direzione editoriale rispetto alla visibilità mediatica, scelta che mi ha portato a focalizzarmi sull'analisi approfondita di fenomeni complessi - come il ritiro dei ghiacciai o l'attenuazione della Corrente del Golfo - e a seguire da vicino i dibattiti internazionali, tra cui la Conferenza di Parigi sul Clima (COP21). Oggi esprimo questa autorevolezza coordinando in prima persona le redazioni di Meteo Giornale e Tempo Italia. Nella vita privata, che custodisco gelosamente, mi dedico al volontariato e alla promozione della cooperazione sociale.

Prossimo articolo

SVOLTA meteo: piogge FORTI da Sabato 15, ecco dove colpiranno di più

Caldo africano: da Lunedì si punta ai 40°C. La durata

5 Luglio 2026

Scienziati smontano il rapporto sul Clima USA

5 Luglio 2026

A 25 anni luce da noi c’è un Pianeta che potrebbe ospitare la vita

5 Luglio 2026

Italia, picchi fino a 45°C: le città più roventi fino al 19 Luglio

5 Luglio 2026

Il misterioso segnale alieno che da 50 anni fa discutere: ora sappiamo qualcosa

5 Luglio 2026

Perché l’Italia vede sempre più fulmini

5 Luglio 2026
  • Privacy

Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)
Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.

Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Meteo Italia
  • Cronaca Meteo
  • Mappe
  • Chi siamo
  • Viaggi
  • Magazine
  • Contatti
  • Privacy

Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)
Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.