(TEMPOITALIA.IT) Tecnicamente lo so bene che è molto difficile accettare come credibile quando si parla di una fase che tendenzialmente andrà verso il freddo quando in presenza di un contesto di condizioni atmosferiche che vedono l’Italia con temperature spesso sopra la media. Sostanzialmente, siamo ancora in una fase autunnale assai mite. In una panoramica generale si osserva che ci sono temperature mitissime sul settore tirrenico. Mentre vi scrivo, sono le 15.00, oggi martedì 4 novembre, leggo temperature nel Tirreno che vanno dai 20°C delle aree più fresche sino a 23°C delle zone pianeggianti interne. Stessi valori in Sardegna e Sicilia.
Il clima risulta più fresco in Pianura Padana, dove cominciano a farsi sentire le inversioni termiche, soprattutto sul settore occidentale, con valori ancora sui 16°C. Da domani in queste zone cominceranno a scender. Poi si vede un picco massimo nel nordest, nella zona di Gorizia, dove si segnano addirittura 19 °C.
In Romagna vediamo picchi di 18 °C. Poi, andando in Liguria, si osservano valori tra 19 e 20 °C.
Niente a che fare con la mitezza che c’è in Francia: nelle zone interne centrali addirittura picchi di 22°C, 20°C come sulle coste atlantiche centrali e poi su verso la Spagna settentrionale, dove probabilmente ci sono correnti discendenti dai rilievi, si toccano addirittura i 25°C. I 25°C anche nell’estremo sud della Spagna. Insomma, di freddo non ce n’è, questo è reale e lo sappiamo benissimo.
Però noi qui vi parliamo di previsioni meteo, non del meteo che sta facendo oggi, che già conoscete. Noi andiamo avanti nel tempo, analizziamo quelle che sono le linee di tendenza generali. Non ci possiamo soffermare sul tempo che fa perché sarebbe superfluo. Vogliamo affrontare il tema sul fresco, ma anche quello dell’acutizzazione delle condizioni meteo autunnali, perché ci sono dei fattori, chiamati indici di comportamento del clima, che mostrano tendenze molto interessanti, in negativo per chi ama il bel tempo.
Cominciamo da un elemento che si chiama North Atlantic Oscillation, ovvero la NAO. Questo è un indice molto importante che ci dice quali condizioni atmosferiche potremmo avere nella regione del Mediterraneo e, a grandi linee, anche nel Nord Atlantico, per esempio sulle Isole Britanniche. Quando l’indice tende a essere negativo, e lo sarà soprattutto a partire dalla giornata tra il 5 e il 6 novembre, significa che ci sarà un peggioramento. Questo peggioramento inizierà sul settore occidentale del Mediterraneo per poi propagarsi sull’Italia, e questo ce lo confermano i modelli matematici di previsione. Indice che sarà negativo almeno sino al 18 novembre compreso.
Quindi abbiamo una panoramica definita dal Centro Meteo Europeo che è piuttosto interessante. Ovviamente lo stesso modello matematico ci mostra anche delle ampie oscillazioni. Cosa significa? Il modello traccia delle linee di tendenza che, man mano che ci allontaniamo dal giorno di emissione, indicano altre opzioni, cioè in questo caso lo stesso un indice viene previsto verso il negativo e verso il positivo. Però poi c’è quella che viene chiamata corsa ufficiale, cioè il run. che mostra la maggiore possibilità, ed in questo caso sostiene la tesi di un indica NAO negativo.
A questo punto andiamo a vedere un altro indice, rilevante già a novembre, che si chiama AO, l’Oscillazione Artica. Ebbene, sempre attorno al 5 e 6 novembre tenderà a essere negativo, e a esserlo per un periodo lungo, così fino al 18 novembre compreso. Anche in questo caso, man mano che ci allontaniamo dal periodo di previsione, vediamo oscillazioni nelle previsioni eventualmente piuttosto ampie, soprattutto dopo il 12 o 13 novembre, il che è abbastanza normale, ma il run ufficiale sostiene che avremo una AO negativa sino al 18 novembre.
Soffermandoci su una visione d’insieme, come detto, ebbene emerge la tendenza ad avere un indice AO negativo. L’indice negativo vuol dire che ci saranno probabili scambi di masse d’aria secondo i meridiani. Questo comporta che impulsi di aria fredda andranno a unirsi a quelle perturbazioni, e a quelle basse pressioni che transiteranno nel Mediterraneo. Ecco che quindi si esalterà l’instabilità atmosferica e ci potrà essere un abbassamento della temperatura nella fascia mediterranea, oltre a condizioni di maltempo.
A questo punto avremo un anticipo di meteo invernale, un cambiamento meteorologico totale rispetto al tempo che fa attualmente. Questa è la storia, in breve, che i modelli matematici più affidabili al momento ci danno come linea di tendenza. Ed ecco perché, quando riassumiamo in un titolo la linea di tendenza, non possiamo dirvi: “ci sarà il sole”, perché la linea di tendenza è quella descritta, cioè verso un peggioramento sensibile delle condizioni atmosferiche. Ovviamente in linee generali, perché questo non è un bollettino meteo giornaliero e soprattutto locale. Si sta parlando di un indice che tende a portare, in questo caso, una determinata serie di situazioni atmosferiche.
Allora, riassumendo, l’indice atlantico, che sarebbe la NAO, diventa negativo e vuol dire che favorisce perturbazioni verso il Mediterraneo con basse pressioni. L’altro indice è quello del Vortice Polare negativo e vuol dire che ci saranno intrusioni di aria fredda verso sud. Quindi abbiamo una panoramica che ci dice che ci saranno condizioni atmosferiche tendenzialmente verso il brutto tempo, cioè prettamente autunnali, e con un abbassamento anche considerevole della temperatura. Cosa del tutto normale nel mese di novembre, perché novembre, dal punto di vista meteorologico, è l’ultimo mese della stagione autunnale. Infatti il giorno 1° dicembre avremo l’avvento dell’inverno meteorologico. Quindi, se c’è l’avvento dell’inverno meteorologico da qui a un lasso di tempo ormai inferiore ai 30 giorni, mi pare più che lecito parlarne, perché l’inverno è praticamente dietro l’angolo.
Ci sono delle grandezze atmosferiche che possono sfuggire di mano, anche se le nostre giornate possono essere lunghe e faticose, talvolta noiose. Intanto il tempo atmosferico prosegue la sua linea. Inoltre tutto viene anche influenzato da altri fattori, fattori notissimi che si chiamano cambiamento climatico: un aspetto decisamente rilevante negli ultimi anni, sempre più imponente, sempre più aggressivo. Al momento però porta una situazione comunque autunnale, con premesse quasi invernali per i prossimi 15 giorni, diciamo in grandi linee. Ma attenzione, non possiamo conoscere come sarà il resto dell’inverno, anche perché sappiamo che negli ultimi anni il cambiamento climatico lo ha alterato sensibilmente.
Capita addirittura molto spesso di avere un precoce evento invernale, com’è accaduto anche nel 2024, quando abbiamo avuto una prima irruzione artica e poi una successiva piuttosto importante dopo il 20 del mese, quando ci furono delle tempeste di neve nell’Europa centrale. Cadde la neve a Londra, cadde la neve a Parigi, ci furono tempeste e bufere in Svizzera, addirittura con quantitativi di neve record. Ma questo non vuol dire che arrivava l’era glaciale, ovviamente.
Ebbene, l’inverno sembrava avviato verso una situazione piuttosto importante. Invece, con dicembre, le cose sono gradualmente cambiate e si sono palesati degli anticicloni addirittura molto caldi, ancora una volta, con un picco di temperatura estremamente elevato soprattutto alla fine del mese di dicembre, quando si ebbero valori in quota altissimi. Al suolo c’erano le inversioni termiche causate dall’alta pressione.
Come sapete, durante la stagione invernale l’aria fredda tende a rimanere verso il basso e si formano inversioni termiche: c’è una bassa radiazione solare, il suolo si raffredda, soprattutto nelle aree continentali. Infatti l’anno scorso nelle aree continentali abbiamo avuto anche lunghi periodi con gelate in varie aree d’Italia. Niente di epocale, ma comunque ci sono state delle gelate, mentre durante il giorno la temperatura era molto alta in montagna.
Quindi, in quota, invece, le temperature erano elevatissime, addirittura anche ad altezze considerevoli. Si faticava a toccare valori sotto gli 0 °C, essendo lo zero termico molto elevato, un aspetto molto importante da considerare durante l’inverno. Si ebbe quindi, durante la stagione invernale, nel periodo di Natale e Capodanno, una situazione da ondata di calore estremo. Ci fu un’ondata di calore estremo in inverno: a nord delle Alpi, dove magari si erano rotte le inversioni termiche, si superarono anche i 20 °C.
Queste situazioni meteorologiche possono ripetersi anche quest’anno, nonostante tutti gli indici siano al momento favorevoli ad avere condizioni atmosferiche più acutamente invernali. Ed è per questo motivo che vi parliamo di linee di tendenza. Non per forza dobbiamo basarci solo su ciò che indicano le linee di tendenza, ma allo stesso tempo vi diciamo che i cambiamenti climatici possono cambiare tutto, determinare situazioni estreme con onde di calore fuori dal comune e portarci a quelle situazioni invernali a cui, purtroppo, ci siamo abituati, spesso stagioni non realmente invernali.
C’è un elemento non da poco, riguardante soprattutto il Nord Italia. In quell’ampia area, abituata a vedere varie volte durante la stagione invernale delle nevicate, la neve non si vede più. E non si vede più perché c’è sia il cambiamento climatico, ma anche perché ci sono delle sinottiche atmosferiche che non portano l’aria fredda come dovrebbe succedere. E poi, succede che se c’è il freddo, non ci sono le precipitazioni, oppure sono estremamente isolate nel tempo. E quando avvengono lo zero termico è molto alto e non c’è il cuscinetto freddo sufficiente lasciar nevicare in pianura.
Ecco che quindi quella serie di coincidenze ideali per la neve in Pianura Padana continua a mancare. Ormai dal 2013 sono state rarissime le situazioni con vere e proprie nevicate, praticamente mancate se non in maniera localizzata e per brevi periodi.
La nevicata più abbondante la posso citare tranquillamente: quella del 28 dicembre 2000, incredibile sul Nord Ovest. Caddero 20 cm di neve a Milano, 30 cm a nord della città. Una bella nevicata, tutto sommato. E poi, dopo metà mese, niente: l’inverno si è dimenticato di palesarsi. Spesso si sono avute condizioni atmosferiche addirittura quasi primaverili, prima di un cambiamento poi avvenuto quando ormai la stagione invernale finiva.
Insomma, questo inverno, gli indici sono favorevoli, abbiamo un avvio di novembre con una situazione che vedrà un repentino raffreddamento del Nord Italia e del resto del Paese, ovvero condizioni che predulerebbero entro fine mese, ad un evento nevoso in Pianura Padana, ma su questo abbiamo necessità di avere conferme, di osservare i tradizionali modelli matematici tra almeno 10-15 giorni da oggi.
Credit: ECMWF, NOAA Climate Prediction Center, Met Office, Copernicus Climate Change Service, World Meteorological Organization









