
Alzi la mano chi di voi non ha mai sentito parlare di El Niño. Si tratta di un anomalo e prolungato riscaldamento delle acque superficiali dell’Oceano Pacifico, che può condizionare il meteo dell’intero pianeta. Ma allora, se le cose stanno così, è possibile che ne venga influenzato anche l’inverno? In questo articolo cerchiamo di capire l’eventuale legame tra El Niño e la concreta possibilità di una stagione nevosa, per lo meno in quota.
Siamo in epoca di Riscaldamento Globale
Avere un inverno ricco di neve non significa necessariamente che esso sia gelido sulle Alpi, ma alcune particolari configurazioni possono promuovere nevicate abbondanti e accumuli molto ingenti in montagna. Si tratta di una serie di minimi di bassa pressione ben posizionati, nella fattispecie tra il Golfo di Marsiglia e il Mar Ligure. Se poi c’è una figura di blocco a est del nostro Paese, allora le nevicate possono essere davvero copiose sull’arco alpino. Ma attenzione, siamo in un periodo di Riscaldamento Globale ed è quindi altamente probabile che le ondate di gelo del prossimo inverno siano davvero poco propense a raggiungere l’Italia.
El Niño può portare neve abbondante in montagna? Ecco cosa possiamo dire
Ma torniamo al dunque. El Niño può contribuire a modificare il comportamento delle correnti occidentali, favorendo, per la cronaca, un flusso perturbato atlantico più attivo, ovvero correnti che riescono a raggiungere, con il loro carico di umidità, la catena alpina. Così facendo, masse d’aria umida e instabile arriverebbero a coinvolgere i nostri rilievi, creando le condizioni favorevoli per precipitazioni diffuse alle basse quote e nevicate intense.
In questi scenari, le montagne ricevono grandi quantità di neve soprattutto alle quote medie e alte (indicativamente tra i 1000 e i 1500 metri, ovviamente parlando di versanti ben esposti ai flussi meridionali), dove le temperature risultano sufficientemente basse da consentire ai fiocchi di depositarsi al suolo, pur con il riscaldamento delle masse d’aria presenti. Ne consegue che, alla luce di quanto detto, non risulta indispensabile che si verifichino prolungate ondate di gelo. Anzi, per la verità vale l’esatto contrario, perché un’ondata di freddo è controproducente per la Regione Padano-Alpina, in quanto risulta totalmente sottovento rispetto alla barriera montuosa. Viceversa, per avere un’abbondante caduta di Dama Bianca servono correnti occidentali, sud-occidentali e meridionali.
Torniamo al legame tra El Niño e Inverno
Vogliamo chiarire ai nostri lettori che El Niño non determina automaticamente queste condizioni. Non possiamo dire con ragionevole sicurezza che i minimi di bassa pressione saranno, con una certa frequenza, posizionati nei posti giusti per creare una buona nevicata sul versante sud delle Alpi. Il pattern meteo a livello del bacino del Mediterraneo Occidentale dipende anche da altri fattori climatici, come l’Oscillazione Nord Atlantica (NAO) e l’Amplificazione Artica, due elementi che abbiamo trattato abbondantemente nei nostri articoli e che vi invitiamo a leggere. Ciò non toglie che, per concludere, El Niño possa effettivamente creare un inverno abbastanza dinamico, senza però sfociare nella facile conseguenza di una stagione molto nevosa.
Credit:
- WMO – El Niño set to become very strong, raising risks of extreme weather into 2027
- NOAA Climate Prediction Center – ENSO Diagnostic Discussion
- NOAA Climate.gov – ENSO Blog
- Copernicus Climate Change Service – Seasonal forecasts
